L’importanza del settaggio colore nella grafica pubblicitaria Needfile Team 04/07/2022

L’importanza del settaggio colore nella grafica pubblicitaria

Come settare il colore di un oggetto all’interno dei programmi Adobe? E’ possibile gestire il colore in 5 modalità.

Le principali:

CMYK (destinazioni di stampa)

RGB (destinazioni canali digitali)

Alternative:

HSB (ovvero toccando i parametri tinta, saturazione, luminosità)

HEX (sigla esadecimale generata da numeri e lettere come identificazione colore)

LAB (utile in Photoshop per correzioni o modifiche sul principio di una sfera)

I metodi ufficiali per impostare i colori sono i primi due: CMYK i quattro inchiostri primari per le destinazioni di stampa e RGB ossia le tre luci primarie per i canali digitali e video. Gli ultimi tre in elenco sono definiti metodi di classificazione o modifica del colore.

Colore RGB: sintesi additiva (rosso, verde, blu)

L’unione di questi tre colori crea milioni di gamme visibili all’uomo. E’ definita sintesi additiva perché la sovrapposizione dei tre colori primari ottiene la luce bianca (tendente al chiaro).

COLORE CMYK: sintesi sottrattiva (ciano, magenta, giallo, nero)

Il principio è lo stesso ma al contrario. Dall’unione dei 4 colori offrono un colore “bruno” (tendendo allo scuro), non il nero in verità come si può credere. Ecco perché in tipografia verrà aggiunto il quarto colore “nero puro” (“black” come K appunto)

Come recuperare un “colore” per la gestione di un progetto grafico?

Quando si realizza una grafica, per tenersi in linea con i valori e gli obiettivi di Brand, è sempre consigliato tenere in considerazione linee, colori e font del logo avendo disponibili i codici colori (es. #fab919 sigla esadecimale) e i font utilizzati (nel caso siano font scaricabili dalla Rete). Sono aspetti fondamentali che ogni titolare di un marchio dovrebbe sapere per poter, in caso di necessità, indirizzare qualsiasi nuovo professionista o tipografia a una qualsivoglia elaborazione o linea di design.

Non si può assolutamente lavorare ignorando la differenza di destinazione colore.  Come convertire un colore senza sbagliare?

Nel web si può fare tutto a livello di luci ottenendo la riproduzione di milioni di colori (mantenendo intatte ad es. la qualità delle tinte fluo) ma non nel processo di stampa. I colori di stampa offrono un settaggio limitato, perciò è importante rivolgersi a una figura competente che consenta, oltre a ottenere un progetto grafico qualitativamente alto, anche la consegna del corretto settaggio cromatico in base alle destinazioni di pubblicazione. Inoltre, affidarsi a uno studio grafico che si intenda anche di soluzioni cartacee, potrà risultare un ulteriore vantaggio nella scelta del miglior supporto di stampa che, a parer nostro, rappresenta metà della buona riuscita di un progetto.

In ogni caso niente paura. Tutto si può esportare e pubblicare nel web, anche una risoluzione CMYK e viceversa; tutto consiste nella qualità del risultato che si vuole ottenere!

Il nero 100K e il nero “ricco”, come distinguerli?

Una netta differenza da sapere, in quanto cambiano i valori delle percentuali di colore. Il primo con K a 100 e gli altri valori a 0, rimane più slavato mentre il secondo è più netto perché formato da percentuali diverse degli altri inchiostri: C 60% / M 40% / Y 20% / K 100% . Questo può essere un esempio di distinzione ma sarà sempre possibile cambiare le prime tre percentuali per “calibrare” la qualità del nero in base alle necessità. E’ consigliabile usare il NERO 100K per testi, numeri di pagina e filetti. Il NERO RICCO nei fondini.

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