I Pantoni, tema già affrontato in questa vetrina, non sono circoscritti solamente al campionario cromatico del mondo del graphic design. Esistono i pennarelli Pantone, utilizzati nel fashion design, diversi dai tradizionali per la base ad alcool – e non ad acqua – e per la capacità di sovrapporre più strati dello stesso o diversi colori creando particolari sfumature. Pennarelli professionali a doppia o tripla punta, sottile da un lato e doppia dall’altro. Tra le marche di qualità più conosciute Copic e Promarker, dal prezzo elevato (3-4 euro l’uno) venduti singolarmente o a set (nella scala di colori o più gradazioni della stessa tipologia come il colore della pelle).
Quale carta scegliere?
I Pantoni richiedono carte dalla grammatura intermedia, poiché la comune carta da stampante non è adatta al lavoro a causa dell’assorbimento veloce dell’inchiostro con la probabilità di fuoriuscita dal contorno del disegno. E’ necessario quindi valutare una via di mezzo (150-200 gr). Una carta troppo spessa al contrario, richiederà l’aggiunta di troppo inchiostro poiché tende ad assorbirne meno, con la necessità di ripassare nel punto precedente e rischiare di rilasciare una base non omogenea.
Come cominciare?
Innanzitutto, come evitare che l’inchiostro si asciughi in fretta? Quando l’inchiostro è ancora bagnato la sovrapposizione dello stesso o di altri colori, restituirà sfumature più gradevoli e omogenee. Su inchiostro asciutto si noterà uno stacco non gradito. Nel ripasso del contorno assicuratevi di utilizzare un marker resistente all’acqua in modo che l’inchiostro non sbavi. Inoltre bisognerà fare attenzione a cancellare i tratti della matita dopo l’inchiostrazione perché cancellando si rischia di portare avanti il colore.
Quali sono le tecniche di colorazione?
Cambiano sulla base dei tre tipi di punta:
– a scalpello, che consente di colorare grandi aree e di riempire quelle piccole con estrema precisione
– a pennello, permette di ottenere linee morbide e dalle diverse dimensioni a seconda della pressione esercitata
– a punta fine rigida, la più indicata per colorare piccole aree di lavoro per la precisione del tratto.
Per evitare che si notino gli step precedenti, bisognerà dosare la giusta quantità d’inchiostro effettuando piccoli e numerosi movimenti circolari col pennello. Sarà sufficiente passare più volte sulla zona d’interesse mantenendo i due colori ben amalgamati, ottenendo infine una colorazione compatta.
Sarà possibile aggiungere dei ritocchi finali con l’utilizzo di altri materiali quali penne e matite colorate di alta qualità come Darwent, o ancora acrilici, tempere, acquerelli.
