Hai presente la trama sottile che si nasconde nella banconota? Una marchiatura che ne permette l’autenticità, un segno che ha origini antiche e non appartiene all’epoca moderna.
Una tecnica nata nel XIII secolo a Fabriano, un paese che contava 30mila abitanti segnando la nascita delle prime carte filigranate.
Di cosa si tratta?
Carte e cartiere si svilupparono nell’ultimo decennio del Duecento testimoniate dall’archivio storico comunale di Fabriano che conserva ancora oggi le prime carte filigranate mai prodotte in Europa. I segni impressi sulla carta mostrano una croce greca, la lettera G, I e O, non segni casuali ma impronte d’identità: al tempo le firme delle botteghe di produzione.
Un gesto semplice quanto geniale: un nuovo modo di indicare una firma, simila a una serigrafia prodotta con fili metallici sottili (detti vergelle) sulla maglia del telaio in legno. Quando la pasta di fibre vegetali veniva versata, l’acqua sgocciolava attraverso la trama consentendo alle fibre di depositarsi lungo il filo creando un tracciato: una zona più sottile nel foglio, invisibile alla luce diretta ma solo in controluce.
Signum o marchio di proprietà, la filigrana proteggeva la produzione delle varie botteghe dai tentativi di contraffazione, oltre ad elevare la qualità Fabriano su suolo internazionale, distinguendola dalla carta araba grazie alla sua maggiore resistenza.
Da semplici lettere per i primi prototipi, nel Trecento evolsero in figure più complesse per distinguere le varie corporazioni: il grifone, il cappello, il leone, la cicogna, la corona, il drago , il cavallo, la bilancia, il mezzo cervo, la spada, il melograno e molti altri.
La tecnica della filigrana
Tramite filo di metallo di rame o bronzo, si creava l’immagine cucita poi sulla tela che, a rilievo, lasciava un’impronta più chiara visibile sul foglio.
Sostanzialmente la tecnica della filigrana rappresenta una delle innovazioni più significative nella storia della produzione cartiera occidentale. Le fasi:
- applicazione su telaio
- creazione del segno
- visibilità controluce
Ancora oggi Fabriano è considerata la culla della carta moderna che detiene tre importanti innovazioni: la filigrana, la pila idraulica a magli multipli per battere gli stracci e la gelatina animale per la collatura superficiale del foglio consentendo una migliore leggibilità e riducendo il deterioramento della carta.

Da Fabriano, le cartiere si diffusero progressivamente in altre città fino alla svolta nel 1455 con il tipografo tedesco Gutenberg che introdusse la carta di canapa utilizzata poi per la stampa della Bibbia di Magonza, e allo sviluppo della tecnologia a caratteri mobili.
L’evoluzione della filigrana ha portato una consapevolezza costante della “produttività aziendale” sbocciata nella tutela dei diritti intellettuali delle invenzioni industriali e nella registrazione dei marchi, oggi le fondamenta per la protezione del Made in Italy. Mentre in passato la filigrana tutelava origini e qualità della carta, oggi i marchi svolgono un’azione similare ma più ampia proteggendo anche il consumatore e l’unicità del prodotto.
Registrare un marchio significa renderlo immediatamente identificabile sul mercato associandolo al servizi, ramo commerciale e denominazione azienda. Una volta depositato (simbolo TM “trade mark”) e superato il periodo di opponibilità, il logo registrato (simbolo R) è ufficialmente riconosciuto dal registro dei brevetti e protetto per 10 anni (rinnovabili). Una garanzia contro plagi, copie e uso improprio da parte di altri brand.

#immagini del Museo della Carta a Fabriano