Welcome Floating Motors: dall’Amphicar tedesca alla ribattezzata 500 italiana Needfile Team 11/01/2024

Welcome Floating Motors: dall’Amphicar tedesca alla ribattezzata 500 italiana

“C’era una volta” come una favola che tocca il mondo del design a quattro ruote: la famosa Amphicar 770 degli anni Sessanta. La macchina capace di percorrere strade, dalla terra al mare, per una visione al futuro. Un incrocio tra una monovolume e una Seajet Capsule, ibrido progettato dal tedesco Hans Trippel delle quali circa 3000 esportate negli Stati Uniti dove “il gusto del bizzarro è sempre stato benvenuto e incoraggiato”.

Un concetto del tutto futuristico e paradossale per l’epoca.

Talmente stravagante e fuori dagli schemi che ne furono prodotte solo 4000 unità in tre anni, ancora oggi visibile in rare occasioni in posti turistici come il lago di Como.

La forma ricorda il guscio di una noce che si trasforma in moto d’acqua con chiglia planante e motore a idrogetto, comunque spaziosa e protetta da intemperie, con installata l’aria condizionata, ampi finestrini e piattaforma prendisole, per una lunghezza di 5 metri che può contenere fino a sei persone (oltre al guidatore).

Peccato solo che l’Amphicar preferisse la discesa in cemento alla classica spiaggia per “calarsi” in acqua, nell’evitare infossamenti con l’utilizzo di gommoni e piccoli natanti su carrello. Si racconta che quattro inglesi stabilirono il record dell’attraversamento de La Manica da Dover a Calais in 7 ore e 20 minuti il 16 settembre 1962.

Restano diversi modelli nei musei o collezioni private.

Un’eredità che ancora ci sorprende per la sua stravaganza, comparsa anche nel film 007 “La spia che mi amava” nel ’77 con Roger Moore, e venduta poi all’asta per 650.000 euro. Oggi un’ibrida può valere fino a 50.000 euro.

Certamente una creazione che ha ispirato anche designer italiani come Pierpaolo Lazzarini in progetti di mobilità marina per le nuove tecnologie nautiche, garantendo una navigazione in stilosa stravaganza, lusso e modernità: la filosofia della Floating Motors.

Questo progetto vede sorgere ai “piedi” delle più belle auto italiane uno scafo galleggiante! Nasce così la classica 500 sull’acqua ribattezzata “La Dolce” e non è la sola! Il principio di questa start up è di trasformare le classiche italiane in barche dove le scocche, realizzate in vetroresina e di varie misure, vengono riadattate ai modelli per un utilizzo marino da diporto assieme a una completa personalizzazione per uso privato quanto di business in un taxi acquatico.

Certamente un progetto ambizioso e non per tutte le tasche dopotutto.. è il prezzo dell’esclusività!

*copertina da wikipedia – immagini del La Dolce da floating motors

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