I nonni: una sapienza tramandata da trentamila anni Sara Cifarelli 22/06/2022

I nonni: una sapienza tramandata da trentamila anni

Quando sono comparsi nell’evoluzione della nostra specie?

La scoperta è di una studiosa Americana, l’antropologa Rachel Caspari della Central Michigan University:

“I due eventi sono in stretta correlazione e la specie umana si è evoluta anche grazie alla longevità, che ha permesso un approfondimento significativo delle conoscenze, un incremento della popolazione e un miglioramento delle interazioni sociali.”

Pochi sanno che l’essere umano si è evoluto grazie ai nonni, per il loro supporto e sapere trasmesso, educando i nipoti, insegnando le tecniche di caccia e a curare le relazioni interpersonali. I “vecchi” dell’epoca erano poco più che trentenni. Difficile immaginarlo oggi poiché l’aspettativa di vita è nettamente aumentata. Fu proprio nel momento in cui tre generazioni iniziarono a coabitare che fu possibile il salto evolutivo, uno studio spiegato dalla rivista Scientific American parlando della competizione tra ominidi e la sconfitta dell’uomo di Neandertal.

Nonni a trent’anni.

La figura del nonno entra nella storia trentamila anni fa poiché prima l’aspettativa di vita fece sì che tre generazioni non potessero vivere nello stesso momento storico. Lo studio ha permesso attraverso l’analisi di denti di resti fossili di differenti periodi storici evolutivi, dagli australopitechi all’uomo di Neandertal, fino al Sapiens, di stabilire l’età anagrafica media dei differenti periodi definendo l’età di trent’anni possibile per vedere nascere i nipoti. Oltretutto è attestato che dalla comparsa dei nonni, la produzione artistica divenne più raffinata come utensili e suppellettili, con un aumento della produzione di cibo.

Esseri umani quindi più consapevoli e maturi nonostante la breve età, colossi familiari esattamente come i nonni odierni.

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