Dal watermark cartaceo al digitale come sistema antiplagio Needfile Team 02/02/2023

Dal watermark cartaceo al digitale come sistema antiplagio

Basta fare una prova, cliccando col tasto destro su un’immagine e scegliendo ‘copia’ scarichi qualsiasi immagine online.

Il watermark delle foto serve a proteggerne la paternità e a certificarne l’originalità. Inizialmente il watermark era simile a un timbro o filigrana trasparente che si applicava su carta o pellicole fotografiche per identificarne l’autore o la ditta. In questo modo sarebbe stato più difficile riprodurlo. Allo stesso modo il watermark digitale riporta una forma che i professionisti (grafici, fotografi, ecc) apportano in un angolo (se si tratta di una pubblicazione ad es. sui social o per un portfolio lavori) o centrale (per ad es. la rivendita online) sempre in trasparenza. Logicamente apportando l’icona a lato angolare, la sua presenza non distoglierà la composizione. Attenzione però che in questa scelta la conversione dell’immagine può perdere di informazioni attraverso la “compressione lossy”, e che potrebbe sbiadire il watermark rendendolo quasi assente o irriconoscibile.

Perciò la filigrana digitale deve essere sì “leggera” ma sufficientemente delineata in una risoluzione adeguata nel superare le operazioni di compressione.

      

Come aggiungere il watermark alle foto

Come esistono online programmi capaci di togliere o ritagliare l’immagine facendola scomparire, esistono anche dei tool, come Exif, che ne permettono l’applicazione. Exif funge da strumento di tutela della propria immagine. Registrandosi sul sito e caricando le foto o grafiche, è possibile inserire il nome dell’autore, il luogo dove è stata scattata e l’indirizzo del profilo Instagram. A termine il programma fornirà un codice HTML da poter utilizzare sui siti per inserire la foto. Quando si pubblicherà l’immagine in alto a sinistra comparirà un’icona a forma di “i”, con tutte le informazioni sul fotografo. Inoltre, per combattere il plagio, Exif non permette lo screenshot delle immagini. Appena si tenterà di “rubare” l’immagine, comparirà al centro della foto un banner nero con il nome della piattaforma e dell’utente che ha caricato l’immagine.

Programmi utilizzati

Altri invece gratuiti sono Picasa (messo a disposizione da Google) e GIMP, software basico anche per la creazione o modifica di grafiche, e Photoshop di Adobe, il più completo e prestante anche per queste applicazioni. Photoshop permette l’orientamento, la grandezza e l’opacizzazione dell’icona, salvando l’immagine da una risoluzione alta adatta per la stampa (300ppi), media (150ppi) e bassa (72ppi), in quadricromia e colori web RGB.

Si raccomanda sempre e comunque di apportare il watermark per tutelare i propri lavori creativi, anche nel momento in cui vengono presentati a potenziali clienti. La velocità e la facilità con cui le nostre immagini navigano online non ci tutela dalla possibilità che vengano scaricate e utilizzate per pubblicazioni o siti che non segnalano l’autore e nemmeno avvisano l’autore stesso di un possibile plagio. Esistono comunque casi particolari a seconda delle licenze dichiarate che ne consentono lo scaricamento gratuito con l’obbligo di menzionare l’autore come non, magari con specifiche restrizioni o limitazioni, e questo vale per fotografie, grafiche, illustrazioni e video.. In mancanza di una chiara segnalazione di proprietà sul contenuto, chiunque è autorizzato a usarlo liberamente.

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