Trasformata nei secoli da torre gentilizia a torre campanaria, la Torre degli Anziani riapre le porte a Padova.
47 metri per 190 scalini scandiscono il percorso monumentale più antico del cuore di Padova. Il suo aspetto, così come si presenta oggi, è il risultato della grande campagna di ripristino del 1939-41 assieme agli ultimi 80 anni di restauri necessari per permettere un camminamento in sicurezza all’interno dell’alta rampa interna.
Da dicembre 2025 la Torre torna accessibile e parte integrante del nucleo culturale della città.
Dall’alto punto panoramico è possibile godere di una vista a 360° sulla città e sui colli Euganei individuando tutte le principale attrazioni cittadine, come la celebre Torlonga, l’antica torre difensiva medievale alta poco meno di 50 metri e similare per i suoi 252 gradini, adibita dal Settecento ad osservatorio astronomico.
L’assessore alla cultura Andrea Colasio ha celebrato la Torre degli Anziani per il valore simbolico definendola «il luogo dove si è stratificata l’identità complessa della città. È la Torre della Regola, quella che nel Medioevo segnava il tempo civile e politico della città. È la Torre della libertà comunale, dove la campana rappresentava l’emancipazione del Comune dai poteri vescovili e imperiali».
Risalente al XIII secolo d’epoca medievale, l’antica Torre fu edificata dal condottiero Tiso IV da Camposampiero che, prigioniero di guerra per necessità economiche, la vendette al Comune nel 1215 potendo riscattarsi grazie alla somma ricavata. Venne poi inglobata tra i palazzi pubblici circostanti: il palazzo del Consiglio e Palazzo degli Anziani da cui prese il nome. Ebbe nel Trecento molti appellativi come Torre Vecchia, Torre d’Ognissanti, Torre Alta, Torre del Comune, Torre della Giustizia e principalmente Torre Bianca poichè storicamente intonacata a calce bianca differenziandosi dalla vicina Torre Rossa (non sopravvissuta) in richiamo ai colori della città. Entrambe sono rappresentate in un affresco della Cappella degli Scrovegni, importante testimonianza della loro esistenza.
La Torre campanaria, gestita dal Consiglio degli Anziani fu l’organo esecutivo della comunicancia, nel libero Comune padovano. Turrim Comunis punto di raccordo dei tre quartieri medievali (Altinate, Duomo, Torricelle), ai suoi piedi sono disposte Piazza della Frutta, Piazza delle Erbe e l’antica contrà del Sale (oggi via Oberdan) con l’iconico Canton delle Busie dove erano solite le letture pubbliche di bandi e documenti ufficiali.
Epoca comunale e carrarese
Voluta dalla famiglia da Camposampiero, nel XII secolo fu parte del palazzo fortificato, e nel secolo successivo prima sede del libero comune padovano. Nel Duecento, cancelleria e luogo di prigionia dove venivano rinchiusi i colpevoli di atroci delitti sulla cima, nella intricata gabbia di ferro.
Nel 1295 vi alloggiò la grossa campana trasportata a Padova, come bottino di guerra vinto ad Este, e che ne permise una sopraelevazione. Nel 1387 un incendio danneggiò la struttura assieme alle campane richiedendo la ricostruzione nella scelta di una copertura monumentale a pianta quadra e in muratura, rivestita da lastre in piombo e pietra chiara.
Epoca veneziana
La Torre si trasformò in una tesoreria con all’interno un’abitazione fissa per il campanario cittadino che aveva il compito di suonare le campane secondo gli usi quotidiani in cambio di 20 ducati all’anno.
Nell’aspetto, la Torre mantenne la cuspide gotica fino al 1585 danneggiata da un temporale nella parte terminale, ricostruita poi a forma di lanterna a pianta ottagonale, coperta da una cupola coronata da una statua rappresentate la Giustizia, in legno e lamine metalliche. Fu montata una campana minore detta di Terza mentre la principale più grande, il Campanon, posta nell’ampia cella inferiore. Ad oggi è ancora presente il Campanon sottostante al punto panoramico tra le più grandi del Triveneto, racchiusa in una gabbia lignea risalente al Settecento.

Tra XV e XVI secolo, la stabilità precaria della Torre richiese un nuovo intervento dopo il terremoto del 1695 con l’aggiunta di un contrafforte che riuscì a garantire una migliore sicurezza. Nel 1779 venne poi tolta definitivamente la balaustra superiore.
Epoca contemporanea
Dopo i continui rifusi della grande campana (1566, 1604, 1750, 1764), sorse un nuovo Campanon dalla celebre fonderia padovana di Daciano Colbachini, posizionata nel 1895. Una magnificenza di 3336 kg che indubbiamente influì sulla tenuta statica dell’edificio. Nel 1938 a serio rischio crollo, il Podestà Solitro richiese la demolizione della Torre con la volontà di dimezzarne l’altezza.
Grazie all’intervento di Ferdinando Forlati della Regia Sovrintendenza Regionale ai Monumenti di Venezia e su sua totale responsabilità, riuscì a salvare parte dell’antica costruzione medievale collaborando con la Rodio ditta di Milano per un consolidamento e alleggerimento dell’edificio.
Scomparve la monumentale copertura cinquecentesca trasformata in un tetto a falde e, immersa nel silenzio, Padova non udì più il rintocco delle campane.

#immagini in copertina dal sito della Torre degli Anziani