Sfidare se stessi o altri a compiere l’impresa coinvolgendo amici, conoscenti o perfetti sconosciuti in un ciclo di emulazione e competizione.
La moda di abbuffarsi in gare record nei locali e poi postarle sui social. Un’apparente divertimento che nasce in America e approda anche in Italia con danni alla salute: rischi fisici, abitudini e modelli distorti sul “come alimentarsi”. Una spettacolarizzazione su schermo che esplosa dopo la messa in onda di Man vs Food in America nel 2008 in cui il conduttore, girando in vari ristoranti, consumava su richiesta enormi quantità di cibo per un tempo limitato.
Una “tendenza concreta e in rapida crescita” in gare pericolose dove tra più sfidanti, il vincitore ottiene uno sconto o addirittura la cena gratis.
Come funziona la Challenge? Una sfida social dove ognuno deve seguire le istruzioni e nel tempo previsto, mettendosi alla prova pubblicizzando il locale. Non si tratta di influencer ma gente comune (per lo più giovani) che sfidano la loro resistenza rischiando intossicazioni alimentari e altri disturbi con un impatto alla salute psico-fisica.
Perchè parliamo di imprenditorialità digitale?
Matteo Di Cola, il primo a proporla in Italia, oggi gestisce come imprenditore un canale digitale e ci spiega questa moda <<Hanno trovato nelle Food Challenge di portare gente direttamente nel ristorante>> oltre alla visibilità.
Dietro a questa sfida si nascondono meccanismi psicologici e sociali, nel desiderio di apparire o sfidare i propri limiti, o ancora sperimentare emozioni adrenaliniche. Resta il fatto che adattarsi a queste mode può portare ad atteggiamenti pericolosi e disfunzionali verso il cibo oltre a nausea, vomito, obesità, gastroparesi, danni cardiovascolari e respiratori.
Non è solo la quantità, ma la sfida tocca anche la modalità e la combinazioni di alimenti insoliti creando dei nomi “brevettati” su ampia scala; la Sprite and Banana Challenge richiede di mangiare due banane per poi bere una intera bottiglia di Sprite in velocità, mix che causa una reazione chimica suscitando vomito, o ancora la Chubby Bunny nel riempire la bocca di marshmallow con a rischio soffocamento.
Esempi e modalità di Challenge:
- gara a chi mangia la maggiore quantità di cibo tra più concorrenti o da soli
- sfida a mangiare cibi estremi e pericolosi, anche molto piccanti, amari o potenzialmente tossici
- assumere i prodotti in modo poco igienico o inusuale ad esempio non usando le mani
- utilizzo di cibi ultra-processati e a basso contenuto nutrizionale.
La diffusione sui social incoraggia ad azioni di questo tipo:
- competizione malsana: desiderio di apparire e superare gli altri e i propri limiti a rischio della salute
- ansia e insicurezza: per i soggetti più fragili, la pressione sociale può causare disturbi della psiche e nelle scelte alimentari quotidiane
- diseducazione alimentare: il cibo viene visto come strumento di sfida e ottenimento del successo, e non come un bene comune da rispettare.