Offset vs digitale: la tua scelta di stampa Needfile Team 30/05/2022

Offset vs digitale: la tua scelta di stampa

Quali sono le principali caratteristiche e come distinguerle?

Le avrete sentite nominare in più di un’occasione avvicinandovi al settore tipografico. Il divario oggi non è poi così marcato poiché la stampa digitale, che tra le due è subentrata dopo, sta oramai maturando a differenza della offset che è in continua evoluzione grazie alla tecnologia ereditata dal digitale.

LA STAMPA OFFSET

La più diffusa nell’industria tipografica, stampa in modo indiretto poiché l’immagine viene creata su una lastra matrice, trasferita su uyn supporto in caucciù e poi impressa sul foglio di carta. La gomma consente di stampare su superfici non perfettamente lisce a volte, con estrema precisione.

Un tipo di stampa a tre cilindri: il primo provvisto di una lastra in alluminio flessibile, ovvero la matrice dell’immagine inchiostrata. Il secondo rivestito di intela in gomma di caucciù che riceve l’immagine e la imprime sul supporto. Il terzo è detto cilindro di contropressione che stabilizza e definisce la stampa attraverso una corretta pressione.

Nella stampa offset, la matrice si basa su un principio di repulsione chimica e fisica tra acqua e sostanze grasse quali olio ed inchiostro, ad esempio. Le parti di alluminio contenenti l’inchiostro vengono infatti bagnate dall’acqua, così da poterlo depositare sulle zone interessate. Uno strumento di elevata precisione, evoluzione delle litografiche del XVIII secolo che prevedevano la creazione di immagini tramite pressione di una lastra in pietra su carta. La stampa offset è stata scoperta casualmente dal litografo americano Rubel nel 1904, per poi essere stata perfezionata in Germania e in Inghilterra.

LA STAMPA DIGITALE

A differenza della offset che include diverse tecnologie, quella a getto d’inchiostro e laser sono più tradizionali e diffuse, unite dalla caratteristica elaborazione grafica digitale. Un esempio resta la stampa digitale HP Indigo, di origini americane e che eredita parte della sua struttura dall’ “offset digitale”.

Un processo sempre a tre cilindri principali ma con la matrice realizzata in digitale. Le particelle d’inchiostro vengono caricate elettricamente in un liquido e posizionate con precisione sulla lastra attraverso campi elettrici stabilizzati con la possibilità di cambiare virtualmente e qualsivoglia, la procedura di stampa.

Il processo di stampa digitale subentra negli anni Novanta con la diffusione del formato pdf Adobe (1993) con la possibile di inviare immagini uniformi, adattabili a dispositivi diversi. L’Indigo si è diffusa all’inizio del Duemila e sviluppata in questi ultimi 15 anni.

 

VANTAGGI E SVANTAGGI

Il costo di preparazione della matrice offset è più elevato e non è possibile apportare modifiche, oltre alla quantità di copie (anche singole) che nel digitale resta più conveniente grazie alla struttura elettronica della matrice. L’offset resta d’altro canto più conveniente per le tirature molto elevate e di una qualità superiore e prevalentemente destinata ai grandi formati.

Resta da chiedersi se in futuro queste tecnologie convergeranno o se verranno soppiantate da innovazioni più in linea con le esigenze comuni per costi, qualità e velocità.

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