La prima domanda è sempre “Hai mangiato?”
La più concreta manifestazione del bisogno di ogni mamma meridionale di dire “Ti voglio bene”.
L’Italia tra Sud e Nord:
- Oltre 1 milione di nuovi migranti italiani che si sono trasferiti al Nord negli ultimi 20 anni
- 241 mila persone hanno lasciato il Sud tra il 2023 e il 2024 in cerca di lavoro
- -50% di abbandoni, previsioni che indicheranno un potenziale dimezzamento demografico del meridione entro il 2080
- 40% di lavori precari al Sud contro il 14% del Nord
- +14 anni di vita per un tenore migliore al Nord
- 34mila euro come reddito medio al Nord rispetto ai 14mila del Sud
<<Il pacco da giù è casa che sale sù>> viene così nominato il pacco del sud, un’antropologia del Belpaese fuori sede. Tanti studenti scelgono di spostarsi al nord sentendo la nostalgia di casa, un’opportunità per riassaporare le proprie origini sentendosi un po’ più vicini a casa..
Scatoloni davvero generosi: cantucci, pomodori secchi, caciocavalli, taralli, biscotti e insaccati rigorosamente sottovuoto.
Ma non solo. I pacchi possono contenere anche utensili per la cucina o altre cose che possono aiutare i ragazzi nelle spese quotidiane: del resto conosciamo bene l’insostenibilità degli affitti al nord!

Negli ultimi 20 anni oltre 1 milione di persone ha lasciato il meridione per spostarsi al Nord. Non si tratta di contadini ma di studenti o giovani laureati in cerca di lavoro. Li chiamano i “migranti economici”. Si ipotizza che entro il 2080 le regioni a sud del Lazio si svuoteranno con quasi la metà degli abitanti, e con un’aggravante ulteriore: resteranno solo vecchi e turisti. Un esodo già cominciato assieme a un’ondata di viavai di pacchi da giù.
Un “degiovanimento” che porterebbe a una riduzione dell’offerta formativa al Sud, aspetto che rafforzerebbe questa “corrente ascensionale”.
Il pacco da giù resta ogni volta una sorpresa; sempre diverso anche in base alla stagionalità e alla fantasia di chi decide cosa “buttar dentro”.
Una frase ricorrente? <<Mangia e non tornare sciupato.>> perché infondo siamo quel che mangiamo. E a volte basta un pacco per allargare i confini dell’identità, avvicinando un po’ più tra loro le regioni.
Il pacco rappresenta il calore di casa, il profumo delle origini, la nostalgia dei fornelli della nonna ma non solo.. si trasforma anche un momento di condivisione tra stessi coinquilini o amici che, magari compaesani, stringono amicizia. Il pacco rinsalda e rincuora. E cosi lo scambio del cibo diventa un “esperimento sociale” dove l’incontro è possibile tra chi già conosce e chi desidera sperimentare nuove tradizioni.
Perché la buona tavola è capace di inglobare rendendo gli estranei buoni compagni, dal latino cum panis letteralmente “coloro che si spartiscono il pane”.
