Vi siete mai domandati che fine faranno le automobili del domani? La questione è molto più complessa, non si basa solo sulla tipologia di carburante, ma se esistano o meno sufficienti risorse per produrla e utilizzarla.
Si può definire l’automobile un mezzo indispensabile per l’individuo per svariati motivi: necessaria per la sua capacità di rendere il nostro tempo libero godibile grazie ai tempi ridotti e al confort di un viaggio. Nel corso degli anni però è aumentata l’offerta relativa a tutti gli altri possibili mezzi, spinta dai costi eccessivi delle materie prime e burocratiche come bollo e assicurazione.
Da tener conto è l’impatto ambientale che si sta aggravando con gli effetti sempre più visibili direttamente sull’essere umano colpito da sempre nuove patologie, senza contare i numerosi disastri climatici e ambientali. Finalmente si sta prendendo coscienza del pericolo causato dall’inquinamento acustico e ambientale, e sono in atto ricerche sperimentali volte al raggiungimento di un cambiamento! Molte case automobilistiche annunciano la data di dismissione delle motorizzazioni Diesel lanciando modelli Hybrid, macchine costituite da un propulsore elettrico perfettamente combinato a un motore a benzina e che, lavorando in modo sincrono, garantiscano una guida ottimale riducendone i consumi. Sarà possibile ricaricare le vostre batterie sfruttando le frenate, grazie a un filosofia volta al risparmio e al recupero di energia; automobili idonee a basse emissioni CO2 e Ossidi di Azoto, adatte al contesto urbano. Svariati modelli raggiungono un consumo di 22Km/litro, non diverso quindi dal vecchio ricercato ma inquinante motore Diesel. Ad oggi il panorama automobilistico è dato da un aumento delle motorizzazioni ibride assieme a macchine GPL e Metano.
Il passaggio inevitabile sarà l’abbandono del pericoloso ma spesso amato motore a combustione interna, per arrivare al grande finale: l’idrogeno considerato il carburante del futuro, l’assoluta fonte energetica innovativa. Le automobili non saranno dotate di un serbatoio per contenere il gas ma verrà ricavato dall’acqua in modo istantaneo tramite l’elettrolisi e in quantità necessaria in tempi istantanei e senza grosse giacenze all’interno del veicolo, poiché è un gas estremamente infiammabile ove é necessario impiegare materiali costosi e sistemi di raffreddamento per mantenerne la stabilità. La sperimentazione scientifica inaugurerà quanto prima questo sistema tecnologico che porterà alla circolazione di un vapore acqueo pulito nell’ambiente attenuando, e forse nel tempo abolendo definitivamente, sostanze inquinanti come la benzina e il gasolio. Immaginare un’auto che una volta accesa funziona ad acqua può essere fantastico! Ovviamente l’acqua dovrà essere distillata aggiungendovi ulteriori additivi prima dell’utilizzo.
Curiosa sarà anche la reazione dei ricchi petrolieri che vedranno auto ad acqua e non più ad oro nero, e sicuramente non fermeranno nuove imposte che il governo sfrutterà per far cassa. Arriverà quel giorno in cui i “benzinai” venderanno acqua distillata con l’aggiunta di additivi e coloranti contro le contraffazioni, prodotte forse sempre dagli ex-petrolieri e i cittadini colpiti dalle solite accise. Tornando alle automobili elettriche, saranno mezzi dalle grandissime performance in accelerazione, con motori elettrici in corrente continua, non a caso è iniziata un monopolio per ottenere le migliori batterie tra aziende con le relative problematiche di smaltimento a causa della presenza di metalli pesanti come il cromo, il piombo, il rame, lo zinco ecc.. si può considerare l’altra faccia dell’auto elettrica. Altra questione è data dalla produzione della corrente per necessità destinata al ricaricamento delle auto totalmente elettriche. Sarà così possibile abbandonare, grazie all’energia Green, le centrali a carbone? L’enorme energia che consumiamo sulla terra è per i 2/3 ricavata dai combustibili fossili, altre percentuali dal nucleare e solo una piccola parte dalle energie rinnovabili. Verranno penalizzati i meccanici tradizionali, non ci saranno guarnizioni delle teste o i classici tagliandi da fare ma semmai check-up tramite programmi e la conoscenza dell’elettronica sarà indispensabile.
Il settore auto continuerà a dare lavoro magari a figure sempre più specializzate. E’ arrivato il momento di produrre coils più green riorganizzando il settore siderurgico usando il sistema Corex al posto del classico ciclo integrale a carbone, guardando oltre al processo di gassificare il carbone per il processo Corex, si userà il signor Idrogeno come hanno già pensato Svedesi e Austriaci.
Certamente il mercato sarà basato sull’aspetto delle carrozzerie dalle linee moderne e accattivanti e da tutti quegli optional e sistemi operativi di computer di bordo basati su pacchetti open-source personalizzati rispetto ai vecchi sistemi proprietari. La battaglia delle case automobilistiche saranno basate sulle funzioni di automatismo dell’auto, sensori, schermi capacitivi, park assist fino ad arrivare al pilota automatico.
Quesito importante è quello di capire la fine dell’auto Diesel e le varie strategie. Si possono ipotizzare leggi europee con nuovi obblighi che porterebbero a spese o vincoli a carico dei cittadini. Non ci si deve dimenticare che siamo noi utenti a definire le “leggi di mercato” ed è doveroso muoversi verso un cambiamento che riesca a guardare oltre l’estetica dell’automobile o la ricerca di uno “status sociale” superiore.
E’ necessario un cambiamento radicale del pensiero. Pensare al meglio oggi per il futuro di domani.