Co-design: quando l’innovazione passa dalla cooperazione Needfile Team 05/10/2022

Co-design: quando l’innovazione passa dalla cooperazione

Quando nasce e cresce una sinergia comune e cosa significa innovare nella cooperazione?

E’ bene non prendere alla lettera la retorica “collaborare sempre e comunque” o “fare sistema” poichè non è sempre vero che dall’unione può nascere una strategia di successo; basti pensare a partner di rami commerciali diversi che alla fine non avranno nulla di concreto da condividere. Le collaborazioni veramente efficaci passano da un obiettivo comune; i casi più riusciti di “open innovation” si presentano quando i partner collaborano in aspettativa di unità reciproca e nella creazione di qualcosa di nuovo.

Da qui nasce l’esigenza di progettare il nuovo in un’ottica di co-design sposando un’economia sostenibile. Non più un modello corporate dove ognuno pensa a se stesso ma fare impresa comune per raggiungere insieme lo stesso obiettivo. Si tratta di un sistema affidabile e coerente dove la comunicazione è la cellula che alimenta il nucleo sia nel campo B2B sia B2C (pubblico/privato, produttore/distributore, azienda/professionista..) chiamati ad ottenere un beneficio comune.

“Perché la sostenibilità non si realizza da soli, ma grazie a partnership e collaborazioni di valore.” Altromercato

Il consumo critico oggi si misura sulle nostre scelte sostenibili. Una parola rivoluzionaria ed attualissima, benvoluta su larga scala e introdotta dal programma dei 193 Paesi dell’Onu nel 2015: 17 obiettivi di tutela, conoscenza e patrimonio comune. È bene però sensibilizzare agli obiettivi per indagare problemi e soluzioni in quanto la sostenibilità è un concetto a volte sfruttato nel marketing per ottenere pubblico. Non può ritenersi sostenibile un’azienda che non sia all’avanguardia nel risparmio energetico, nella gestione dei rifiuti, nella lotta alle emissioni o allo spreco dell’acqua. Fare il sostenibile significa creare benessere sia dal punto di vista ambientale che sociale anche impegnandosi contro ogni forma di sfruttamento sul lavoro.

Le aziende che hanno compreso il valore della green reputation e di come questo agire sostenibile possa essere un valore premiante, imboccheranno a volte scorciatoie limitanti pensando di riuscire ad essere competitivi. Così tutte sono sostenibili, tutte e quindi nessuna. Un’azienda sostenibile deve fare cooperazione e non agire in solitaria poiché limitarsi ad esempio ad un impianto fotovoltaico sul tetto del capannone, fare una donazione o offrire un bonus economico restano tutte azioni virtuose ma non sufficienti a creare vera sostenibilità. E’ necessario un piano annuale che possa costruire e verificare il business.

Scrive Mario Calderini de La Repubblica: “Nel migliore degli scenari possibili, sostenibilità e innovazione diventeranno sinonimi, perché rappresenteranno la stessa capacità di anticipare i conflitti attraverso l’investimento in nuove soluzioni”. A seguito emergenza Covid-19, è stato verificato l’impatto che il virus ha avuto sulle nostre abitudini, dai consumi alle relazioni, e all’impatto che la produzione industriale ha avuto sull’ambiente. Oggi il focus si è spostato sui bisogni del singolo, e per farlo è necessario cooperare in quanto il divario tra i ricchi e poveri è sempre più ampio. Secondo Oxfam Italia: “Le 1.000 persone più ricche del mondo hanno recuperato in appena nove mesi tutte le perdite che avevano accumulato per l’emergenza Covid-19, mentre i più poveri per riprendersi dalle catastrofiche conseguenze economiche della pandemia potrebbero impiegare più di 10 anni”.

A livello di mercato, è dovere di ogni azienda far conoscere in modo trasparente e consapevole il prodotto che può offrire al consumatore, e in cosa può differenzialo rispetto ai competitor per essere scelto.

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