Tutti riceviamo costantemente chiamate “moleste” da numeri che poi risultano inattivi. Il cosidetto “spoofing” (inganno) avviane quando gli operatori telefonici si impossessano illegalmente dei dati anagrafici sottratti alla Banca Dati Unica dei cambi di gestore energetico per proporre nuovi contratti.
Ad oggi il spoofing costituisce il 90% dei reclami contro campagne fraudolente.
Sono il tuo nuovo gestore con cui stai entrando, sappi che non possiamo mantenere il tuo nuovo contratto e vogliamo proporti un’offerta più vantaggiosa – esempio di come potrebbe proporsi un operatore.
Un dato allarmante che, secondo le statistiche, registra miliardi di chiamate rapide che rappresentato un rischio per la sicurezza e una sfiducia collettiva verso le società di telecomunicazioni (settore energia, telefonia, vendita prodotti di consumo ecc.) e dove dall’altro capo riceviamo voci elettroniche, operatori o chiamate mute.
Un intervento su scala nazionale con l’obiettivo di scoraggiare il fenomeno del telemarketing scorretto nella vendita dei servizi legati al mercato libero dell’energia. Numerose le segnalazioni alle Autorità in questo 2025, Garante della Concorrenza del Mercato che ha attuato, grazie alla collaborazione col la Guardia di Finanza, sette procedimenti istruttori per società di call center.
Specifica l’Agcm, si tratta di società che attuano telefonate ingannevoli per stipulare contratti del settore energia: Action S.r.l., Fire S.r.l., J.Wolf Consulting S.r.l. e Noma Trade S.r.l. – e nel settore delle telecomunicazioni – Entiende S.r.l., Nova Group S.r.l e My Phone S.r.l.
Spesso i consumatori ricevono telefonate continue nella richiesta o mancava ricezione di informazioni per la definizione dei contratti, a volte spacciandosi anche per società terze con cui realmente il cliente intende affidarsi. L’Antitrust spiega come i call center utilizzino tecniche CLI spoofing che consente di manipolare l’identificativo del numero di telefono. Esistono anche altre modalità con l’obiettivo di trasmettere informazioni non chiare o ingannevoli presentandosi al telefono come dipendente dell’attuale fornitore o sotto Autorità di regolazione e controllo indicando le tariffe attuali poco convenienti, spingendo poi il consumatore a firmare un nuovo contratto di fornitura. Un contratto apparentemente favorevole che si rivelerà falso.
La truffa del sì
Un’altra forma illegale è la “truffa del sì” in cui viene registrata la risposta a una domanda apparentemente generica da parte del consumatore (e che nulla centra con l’attivazione di un contratto) per poi essere montata per l’avvio di una fornitura luce o gas. Si tratta di una forma falsificata di assenso alla sottoscrizione di nuova fornitura. Pertanto, tenendo conto di questa possibilità, a una domanda diretta rispondere in altro modo: E’ lei la signora Giulia? Sono io. Ha ricevuto l’ultima bolletta cartacea? L’ho ricevuta.

Nel caso tu sia caduto nella “truffa del “sì”, ricevendo comunicazione di benvenuto dal nuovo fornitore che ha attivato il contratto non richiesto, potrai avviare un reclamo al fornitore richiedendo la copia del contratto falso e la copia integrale della registrazione telefonica. I “si” avranno tutti la stessa cadenza con stacchi e attacchi montati. Sarà facile dimostrare che è opera di un montaggio. Recati presso Questura o Polizia Postale per segnalare l’illecito e denunciare.
Disconosciuto in contratto per legge, lo stesso viene annullato con le relative bollette emesse consentendo, in alcuni casi, di ripristinare il precedente alle stesse condizioni.
Verifica sempre la bolletta del tuo fornitore, rispetto alle ordinarie potrebbe trattarsi di una chiusura/cessazione contratto, è sarà un campanello d’allarme.
La suite protocolli STIR/SHAKEN
Il garante delle comunicazioni per mezzo di consultazioni con operatori e tecnici del settore, ha avviato un protocollo di cifratura: STIR/SHAKEN uno scudo contro gli attacchi dell’D chiamate.
La suite protocolli STIR/SHAKEN rappresenta una soluzione che consentirebbe alle reti telefoniche di verificare l’autenticità degli ID utilizzando certificati digitali, simili a quelli presenti sui siti web, nel garantire l’affidabilità dei mittenti. Con la sua evoluzione e diffusione, la speranza è che la tendenza si inverta contro i robocaller e i truffatori, garantendo chiamate più sicure nel rispetto dei consumatori e delle società trasparenti.
