Smaltimento RAEE: oggi ritiro gratuito a casa per i rifiuti elettronici Needfile Team 20/10/2025

Smaltimento RAEE: oggi ritiro gratuito a casa per i rifiuti elettronici

L’Italia è pronta per un nuovo disciplinamento sulla raccolta dei rifiuti elettronici RAEE. Il nuovo decreto approvato all’8 ottobre 2025 dal Consiglio dei Ministri insieme alla legge 147/2025 del 3 ottobre segna una svolta nelle modalità di raccolta e smaltimento dei RAEE che punta a:

  • rafforzare i controlli
  • nuovi obblighi e responsabilità dei produttori
  • maggiori campagne informative
  • introdurre servizi gratuiti per la cittadinanza
Cosa si intende per servizio gratuito?

La nuova legge prevederà la possibilità di ritiro gratuito a casa degli apparecchi tramite i distributori. Una misura pensata per recuperare milioni di piccoli elettrodomestici, spesso accantonati nei cassetti, chiusi in garage o nelle cantine e che, secondo le statistiche di Ref, più della metà degli italiani tiene in casa propria almeno 1 apparecchio fuori uso (vecchio, difettoso, non più funzionante..).

Come di classificano i Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) ?

Esistono 5 principali categorie:

  • R1 (apparecchiature per lo scambio di temperatura) di cui frighi, congelatori, abbattitori, condizionatori, pompe di calore, asciugatrici o lavatrici
  • R2 (grandi elettrodomestici di altra natura) di cui forni, lavatrici, lavastoviglie e altri apparecchi refrigerativi per la conservazione degli alimenti
  • R3 (TV e monitor) a tubo catodico o schermo piatto, monitor, tablet e cornici digitali
  • R4 (IT e consumer electronics, apparecchi per l’illuminazione) di cui piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, frullatori, bilance digitali..) pc, stampanti, telefoni, pannelli fotovoltaici o radio, videocamere e strumenti musicali
  • R5 (sorgenti luminose) di cui LED, lampadine, tubi a neon.

La legge 147/2025 di condivisione alla 116/2025 nota come “Terra dei Fuochi” modifica il precedente D.L. 49/2014 sulla gestione dei RAEE ufficializzando tutte i punti indicati.

Da un lato il servizio di raccolta gratuito dove, al momento della consegna a domicilio, il rivenditore che ritira l’apparecchio (ritiro 1 contro 1) può ritirare anche tutti gli altri RAEE dello stesso nucleo domestico a titolo gratuito e senza che il cittadino debba acquistarlo nuovamente. Dall’altro, la legge introduce sanzioni più pesanti per chi gestirà le raccolte non attenendosi alle direttive nazionali come ad esempio la mancata registrazione del collocamento/quantitativo del rifiuto sul portale del CdC RAEE (Centro di Coordinamento RAEE) nel censimento dei depositi preliminari. I trasgressori rischiano multe dai 2mila ai 10mila euro, in caso di omissione; meno in caso di incorretta registrazione.

Un rivenditore può scegliere uno o più sedi dove conservare i RAEE (punti vendita, magazzini ecc.) e qualora venissero conservati in sedi diverse dai punti aziendali ufficiali, dovranno essere registrati anch’essi nel CdC RAEE come sedi preliminari di smaltimento. La registrazione prevede:

  • dati utente per l’account
  • dati anagrafici del punto vendita
  • dati del punto vendita come deposito preliminare sotto servizio D6
  • dati anagrafici di altri depositi preliminari, diversi dalla sede registrata, da collocare sempre in D6
Cosa cambia nella gestione dei Raee?

Nel 2024 il tasso di raccolta si è fermato al 29,64% ben sotto l’obiettivo raggiunto dall’Europa del 65% collocando l’Italia negli ultimi posti. Secondo Ref, la soluzione del ritiro a domicilio assieme alla semplificazione delle procedure per distributori e installatori (legge “Salva infrazioni” 166/2024) potranno incentivare la manovra. Oltretutto, secondo le previsioni, la legge potrà rafforzare il commercio online del settore, consentendo un allineamento con gli standard UE.

Cosa cambia per le aziende del settore?

Con la nuova riforma dovranno investire almeno il 3% dei ricavi in attività di comunicazione per la cittadinanza. Secondo Ref troppo materiale finisce fuori dai “circuiti ufficiali” e scarsi controlli nel monitoraggio lasciando scoperti in cittadini, anche in un semplice supporto. Questo perchè diversi Ecocentro chiudono o risultano troppo distanti e pertanto irraggiungibili, specie per apparecchi come televisori o altri elettrodomestici molto ingombranti.

Con la collaborazione di forze statali, esercenti e cittadini, nel tempo forse sarà possibile migliorare la “catena di controllo” finalizzata anche al possibile riciclo o perlomeno un corretto abbattimento dei prodotti per la salvaguardia del suolo.