Il codice a barre o barcode è una sequenza di elementi grafici composti da barre verticali spaziate dalla larghezza variabile, e un insieme di numeri allineati. Serve a identificare un prodotto e consentirne la vendita sul mercato o di stoccaggio di magazzino grazie ai sensori scan di macchinari idonei alla lettura del codice binario. Il sensore rileva la luce riflessa trasformandola in segnale elettrico, decodificando un codice binario (0 per gli spazi bianchi e 1 per le barre nere verticali ottenendo un numero composto da 95 cifre) identificato poi dal computer che ne recupera le informazioni associate.

Il codice binario è composto da 0 per gli spazi bianchi e 1 per le barre nere verticali ottenendo un numero composto da 95 cifre. Il raggio suddivide questa serie di numeri in 15 sezioni; 12 di queste sezioni composte da 7 moduli ciascuna rappresentano 12 delle cifre riportate sotto alle barre. Abbiamo 3 sezioni divisorie (due laterali e una centrale) che dividono 5 numeri interni ciascuna permettono di sapere dove il barcode inizia e finisce.

Queste sezioni codifica consentono allo scan di riuscire a leggere il barcode anche quando capovolto. Le prime 7 cifre (fuxia+verde) identificano il produttore a cui l’organo competente ha assegnato questo prefisso e con all’interno le prime 2 (fuxia) che ne identificano la Nazione. Le ultime 5 cifre (arancio+blu) sul lato destro si riferiscono al prodotto.
Barcode, come è fatto?
Costituito dall’insieme di barre nere e spazi bianchi, si suddivide in due tipologie:
- codici a barre 1D (lineari) il più diffuso come il GS1 EAN-13 per i prodotti dei supermercati
- codici a barre 2D (bidimensionali) di cui rientrano nella tipologia i QrCode che possono memorizzare una maggiore quantità di dati in uno spazio ridotto.

Barcode, quali sono le tipologie?
Esistono delle categorie ben specifiche che raggruppano altre sottocategorie. Prendendo come primo riferimento la GS1 che include codici lineari 1D abbiamo:
- EAN-13 e EAN-8: per uso commerciale (es. supermercati)
- GS1 DataBar: utile per prodotti a peso variabile (es. salumi, ortofrutta)
- ITF-14: per colli/imballaggi esterni
- GS1-128: per unità logistiche compresi i bollettini
Barcode, come funziona?
- Emissione della luce da uno scanner o lettore ottico per la letture del codice a barre.
- Riflessione della luce che una volta assorbita dalle barre scure, viene riflessa dagli spazi bianchi.
- Rilevamento e conversione da un sensore fotosensibile.
- Decodificazione grazie a un segnale elettrico che invia a un decoder le variazioni di luce. Il decoder riconverte il segnale in un codice binario (0 e 1).
- Trasmissione dei dati grazie al codice binario che traduce queste informazioni rendendole leggibili all’uomo per mezzo del computer, mostrando i dettagli del prodotto come prezzo e marca.
Barcode, dove utilizzarlo? Permette:
- l’identificazione univoca di un articolo
- la tracciabilità del prodotto indicando la filiera
- la gestione dell’inventario
-
accelera il processo di vendita in cassa
