Villa Contarini la piccola Versailles del Veneto Caterina Carraro 07/07/2022

Villa Contarini la piccola Versailles del Veneto

Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Pd) è un gioiello dell’arte barocca veneta, una “piccola Versailles del Veneto” incastonata tra le province di Padova e Vicenza che lascia incantato anche il più sprovveduto turista.

La storia narra che la villa fosse stata costruita nel 1547 per volere di Francesco Contarini, nobile veneziano il quale aveva ereditato le terre di Piazzola sul Brenta dal parente Zaccaria. Il corpo centrale creato dal grande architetto Andrea Palladio, richiama il modello dei grandi palazzi dell’antica Roma con l’entrata principale sopraelevata da una gradinata. La parte esterna era decorata da semplici affreschi e la parte posteriore era molto semplice perché era destinata alla zona rurale infatti il parco era un semplice parco all’inglese privo di abbellimenti come labirinti e statue.

Lo scopo principale della Villa era l’approvvigionamento e la produzione di prodotti agricoli ma anche un luogo di evasione dalla vita mondana di Venezia durante il periodo estivo, dove poter praticare i vari ozi come la caccia, le passeggiate e dove poter rinfrescarsi in un luogo fresco e più salubre.

Nella metà del ‘600 la villa cambia protagonista perché a prendere in mano le redini è un altro membro della famiglia, Marco Contarini un procuratore di San Marco, una delle più alte cariche della Repubblica Serenissima, il quale decise di trasformare il palazzo in un palazzo per le feste, una sorta di “Reggia” dove poter ospitare personaggi illustri e stringere affari di lavoro e potere. Uno dei primi cambiamenti fu la costruzione delle due ali laterali che funsero da passeggiata interna e del loggiato esterno che servì come foresteria per gli ospiti. Il tutto fu decorato nello stile più in voga nel 1600 e cioè il barocco, uno stile sfarzoso e lussureggiante che aveva lo scopo di impressionare e creare stupore, infatti ogni stanza della villa è un’opera d’arte nella quale chi ci entra rimane sconvolto dalla bellezza e dall’originalità che traspare.

Le feste che avvenivano all’interno della corte erano un tentativo per Marco Contarini di farsi conoscere e notare nell’aristocrazia veneziana e italiana, difatti gli eventi creati ad hoc servono per catturare l’attenzione dell’ospite, ad esempio nel parco è stata costruita una vasca “la peschiera”, utilizzata per l’allevamento dei pesci, dove avvenivano le “naumachie”, le battaglie navali che ricordavano le imprese eroiche della Serenissima, oppure nella parte interna, nel salone principale precisamente fu stato creato un sistema acustico esclusivo per l’ascolto dei concerti musicali, dove il pubblico sostava nella sala mentre l’orchestra si esibiva completamente nascosta al terzo piano così da creare una sorta di cassa di risonanza con l’intento di creare meraviglia negli ospiti presenti; la sala infatti viene chiamata tutt’oggi sala della “Chitarra rovesciata” perché la fisionomia e il funzionamento di essa richiama proprio questo strumento musicale.

La prova concreta di questi eventi è descritta in un libro seicentesco intitolato “L’orologio del piacere” pubblicato nel 1685, una sorta di diario che racconta le ore piacevoli avute a Piazzola sul Brenta durante il soggiorno del Duca Ernesto Augusto di Bransuich; con le immagini che sono una sorta di fotografia dell’epoca questo libro ci immerge in un mondo fantastico dove il tempo si ferma e ci fa sognare ad occhi aperti.

Villa Contarini è un potpourri di arte perché quando l’ospite entrava veniva travolto dal lusso sfrenato ma veniva anche avvolto a 360° in un misto di pittura scultura ma anche teatro e musica facendo si che la persona ritornasse nel suo palazzo con un ricordo indelebile della figura di Marco Contarini.

Nei secoli successivi, dopo la morte di Marco Contarini la Villa conobbe un periodo di abbandono per poi essere acquistata a metà dell’800 e restaurata da Silvestro Camerini e dai nipoti Luigi e Paolo i quali decisero di decorare alcune sale spoglie del palazzo con un altro stile pittorico che è lo stile “Liberty” tipico di inizio ‘900. Durante la seconda Guerra mondiale le truppe tedesche decisero di insediarsi nel palazzo ed esso diventò una caserma militare. Nel 1969 il professor Giordano Emilio Ghirardi acquistò Villa Contarini col circolo culturale “Villa Simes”, nome della sua azienda farmaceutica e sede di convegni medici importanti, inoltre diventò un museo accessibile a tutti.

Dal 2005 Villa Contarini è proprietà della Regione Veneto che si fa carico di tutelarla e farla conoscere come un bene dal valore inestimabile e per cui tutti possono visitarla e conoscere la sua meravigliosa storia.

*foto del team needfile con panoramica del giardino fronte villa e angolazione del punto panoramico del piano superiore della Barchessa, ad accesso libero per tutti i visitatori.

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