Un viaggio nel mondo alla scoperta del gelato artigianale Sara Cifarelli 21/05/2022

Un viaggio nel mondo alla scoperta del gelato artigianale

Ebbene sì, è proprio lui il dolce più ricercato al mondo. Una storia che vanta tremila anni, attorno alla nascita del gelato artigianale circolano moltissime storie, alcune vere altre di fantasia. Ma qual è realmente la sua storia?

Uno dei primi documenti attestati e più antichi, lo cita un poeta classico ad Atene nel 500 a.C.

Sembra che i greci amassero rinfrescare le proprie bevande con poco limone, miele e succo di melograno, assieme a neve o ghiaccio. Certamente l’utilizzo della neve è stato cruciale per la sua sperimentazione e diffusione in tutte le possibili forme storiche. Altra credenza risale alle storia della Bibbia, dove si racconta che Isacco per combattere il caldo, era solito offrire al padre Abramo una bevanda ghiacciata con latte di capra. Comunque sia, la tradizione di congelare o refrigerare alimenti quali frutta e latticini, risalirebbe alle antiche usanze asiatiche. E’ proprio in Cina che viene per la prima volta presentato un composto a base di latte e riso cotto con spezie, per essere riposto nella neve, così da poterlo solidificare. Incredibile se si pensa che questa invenzione risalirebbe al 2000 a.C.

Come nasce il gelato artigianale in Italia?

La sua genesi risale alla fonte “sherbet” in Arabia, da cui la parola italiana “sorbetto”. Gli arabi di Sicilia del IX secolo infatti, mescolavano la pietanza con la neve dell’Etna ai succhi di frutta e addolcendolo con zucchero di canna importato dalla Persia. Nacque così quello che si può considerare il primo antenato del gelato artigianale italiano. Per assistere alla nascita del vero gelato nazionale bisognerà però attendere il Rinascimento sotto la corte di Caterina de’ Medici a Firenze. Sembra che il suo inventore, Bernardo Buontalenti, lavorasse per la corte. Nel 1565 fu il primo a rivendicare l’invenzione del dolce italiano, dal momento che nella ricetta dei suoi famosi sorbetti era solito utilizzare gli ingredienti attuali: latte, panna, albume d’uovo, limone, neve, zucchero e sale.

Altro importante momento storico risale al 1686, quando il cuoco Francesco Procopio dei Coltelli creò la miscela perfetta per confezionare il gelato grazie alla sperimentazione di un macchinario per la lavorazione dei sorbetti ghiacciati regalatogli dal nonno. Trasferitosi a Parigi presso la corte del re Sole, fondò il famoso Café Procope rendendo famoso il gelato in Europa.

Nell’Ottocento nasce il brevetto statunitense per un raffreddamento perfetto

La svolta in questa incredibile storia avvenne negli Stati Uniti con Nancy Johnson che brevettò nel settembre 1843 la prima gelatiera a manovella, nient’altroché un mastello riempito di sale e ghiaccio mosso meccanicamente da un cilindro metallico per l’impasto, attraverso una manovella. Un paio di anni dopo, approfittando delle difficili condizioni finanziarie, William Le Young ne acquisì il brevetto per soli 200 dollari rivoluzionando il modo di produrre il gelato; sostituì al mastello un motore ottenendo un raffreddamento più uniforme del prodotto.

Italo Marchioni inventa il cono gelato

Gelataio originario del Cadore, Italo Marchioni emigrato a New York brevetta nel 1903 una macchina stampatrice per coppe gelato commestibili. Un prodotto al tempo richiesto per la necessità di rendere il gelato trasportabile e servito in bicchieri che non fossero ne in carta o vetro, oggetti fragili che riempiendosi spesso non venivano restituiti o addirittura cestinati.

Ecco quindi un altro primato italiano. Ora tuffiamoci scoprendo i gelati che hanno fatto il giro del mondo!

Il Kulfi in India

Un dessert a base di latte surgelato che risale all’India del XVI secolo e nominato oggi come il gelato tradizionale indiano. Più denso e cremoso di quello italiano, il kulfi non viene montato mantenendo la sua solidità più a lungo. Tipico prodotto ristorativo, viene servito con creme (malai), rosa, pistacchio, mango, zafferano e cardamomo, o ancora con frutta fresca o secca.

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Il Dondurma in Turchia

Risalente forse al periodo ottomano, è un prodotto diffuso in Turchia a base di zucchero, panna montata, salep (un tipo di farina), crima e mastice. Dalla consistenza pastosa, risulta naturalmente filante (simile alla mozzarella sciolta).

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L’ Hokey Pokey in Nuova Zelanda

Al gusto vaniglia, un gelato ricco e cremoso che viene condito con scaglie sbriciolate di Honeycomb toffe tipico delle isole del nord e sud della Nuova Zelanda.

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Il panino gelato a Singapore

Famoso nello street food, il panino gelato è l’eccellenza di Singapore! Due fette di pane morbido e colorato (e nella variante wafer), avvolgono una fetta di gelato tagliata come fosse un burro. Tra i gusti le varianti classiche con panna, fragola, cioccolato e banana.

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Il Mochi in Giappone

Un gelato che ricorda la forma del macaron, modellato a cerchio e in piccole dimensioni avvolto in un panetto di riso per evitare che si sciolga.

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Il Tim Pad in Thailandia

Il tipico gelato arrotolato! Anche questa una soluzione street food tutta asiatica in forma di disco sottile congelato e che raschiato si gusta a piccoli riccioli! Può essere guarnito con frutta fresca o topping.

Insomma, una scoperta che ha fatto il giro del globo creando tradizioni uniche e dolcissime in ogni angolo della Terra. Tenete a mente questi luoghi nelle vostre future mete turistiche!

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*parte delle immagini presenti in mondialframec.com

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