Guadagnare anni smettendo di fumare Needfile Team 09/11/2024

Guadagnare anni smettendo di fumare

Secondo uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sull’American Journal of Preventive Medicine risulta che smettendo di fumare si guadagnano, potenzialmente, altri anni di vita, che si smetta a 35 anni oppure più in là.

L’età per smettere non conta e prima o dopo sono relativi.

Il fumo può causare nel tempo patologie di tipo cardiovascolari e polmonari come riportato anche sui pacchetti delle sigarette, anche se la qualità dell’aria che respiriamo oggi non è tanto meglio del non fumare.
Nella University of Michigan School of Public Health alcuni ricercatori hanno condotto degli studi all’interno dei quali sono stati svolti dei calcoli sui tassi di mortalità raccolti per età considerando lo stato di fumatore e distinguendo, così, le persone non fumatrici, quelle fumatrici e quelle ex fumatrici e che ora non fumano più.

I risultati sono stati raccolti in cosiddette “tavole di mortalità” per illustrare le aspettative di vita delle persone in un periodo di vita compreso tra i 35 e i 75 anni.
In queste tavole si legge che coloro che fumano e gli ex fumatori fino all’età adulta, considerando come fasce di età adulte i 35, 45, 55, 65 o 75 anni, nel caso in cui non smettano potrebbero perdere, in media, rispettivamente 9,1, 8,3, 7 anni di vita in più rispetto a coloro che non hanno mai fumato. Chi invece smette a 35, 45, 55, 65 o 75 anni, guadagna rispettivamente 8, 5,6, 3,4 anni.

Nella fascia di chi smette a 65 anni, le probabilità di guadagnare almeno un anno di vita sono del 23,4%; mentre per chi smette a 75 anni del 14,2%. Per facilitare le cose quasi il 10% di chi ha smesso di fumare a 65 anni ha buone probabilità di guadagnare almeno otto anni di vita rispetto a chi ha continuato a fumare e l’8% di coloro che hanno smesso entro i 75 anni hanno incassato almeno quattro anni.

Si possono guadagnare anni di vita vivendo in modo sano, quindi da questa ricerca si ricava un’ulteriore prova che l’eliminazione del fumo aiuta a raggiungere tale proposito. Inoltre, così facendo, si rallenta il processo di deterioramento del proprio fisico prima del tempo.

In Italia il 15% delle persone tra i 65 e i 75 anni fuma mentre un altro 28% ha smesso di fumare.

Un guadagno di 1,7 e 0,7 anni di vita vuol dire un aumento della propria durata di vita dell’11,3% e del 7,5% rispetto a chi ha fumato alla stessa età e ha continuato per tutta la propria vita. Le distribuzioni degli anni recuperati smettendo di fumare mostrano un’importante prospettiva oltre a quella catturata dagli anni medi guadagnati smettendo. Per esempio la persona media che smette di fumare a 65 anni guadagna 1,7 anni alla sua aspettativa di vita. Tuttavia, questa media non mostra il fatto che più di 1 su 10 che smette può vivere altri ben 6 anni o più al sessantacinquenne medio che ancora fuma.

Secondo quanto riportato dalla Fondazione Umberto Veronesi, la gran parte delle morti per tumore del polmone stimata attorno al 90% sono causate dal fumo insieme ai tumori dei bronchi o della trachea; altri decessi sono causati dal tumore della laringe (80% negli uomini, 91% nelle donne), del cavo orale, delle labbra, del nasofaringe e dell’esofago.

Il fumo incide anche sui decessi per tumore del fegato e del pancreas.

Le indicazioni da seguire per ridurre la dipendenza da fumo si possono raccogliere in questi punti:

  • non fumare per 12 ore riporta i livelli di nicotina e monossido di carbonio a livelli più accettabili, ripristinando quelli di ossigeno;
  • dopo le prime 2 settimane, la circolazione del sangue e le funzioni polmonari migliorano;
  • dopo 1 mese di astinenza dal fumo calano tosse e respiro corto;
  • in un anno il rischio di infarto del fumatore si dimezza rispetto a quella di un fumatore. Questo vuol dire che chi fuma da due a quattro volte più possibilità di contrarre una malattia cardiovascolare rispetto a chi non fuma, quindi nei soggetti con età inferiore ai 45 anni il tabagismo è la causa principale degli infarti, anche fra chi fuma poco;
  • dopo 5 – 15 anni il rischio di ictus diminuisce fino a diventare uguale a quello di un non fumatore;
  • dopo 10 anni il rischio di tumore ai polmoni si dimezza come il rischio di tumori alle cavità orali;
  • entro 15 anni il rischio di malattia cronica diventa pari a quello di un non fumatore.
Questo non è l’unico studio che illustra che siamo sempre in tempo per avere dei benefici smettendo di fumare.

Oltre a progetti da parte anche di start-up di recupero e riciclo di mozziconi a favore dell’ambiente, le stime sui benefici che si hanno in termini di aspettativa di vita smettendo di fumare sono in linea con quelle riportate nella ricerca di Taylor di vent’anni fa. Gli autori avevano provato a quantificare il numero di anni guadagnati smettendo di fumare nelle varie fasce di età dai 35 ai 65 anni. Lo studio attuale ha stimato che, in media, i trentacinquenni che ancora fumano potrebbero perdere circa 9,1 anni rispetto ai loro coetanei non fumatori, una cifra simile a quella dello stesso tipo di ricerca condotto da Taylor.

La sigaretta elettronica fa meno danni della normale?

Non siamo sicuri degli effetti a lungo termine delle e- cig; ciò che comunque emerge dalla letteratura scientifica fa pensare visto che la maggior parte delle sigarette elettroniche contengono una percentuale variabile di nicotina in una miscela composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze, tra cui gli aromatizzanti. La sigaretta elettronica contiene sostanze come formaldeide, cromo e nichel, potenzialmente cancerogene a seconda della quantità e della frequenza con cui vengono assimilate. Secondo i risultati di uno studio di aprile 2017, nelle sigarette elettroniche vendute negli USA sono presenti circa 7.000 diversi composti aromatizzanti con caratteristiche biochimiche variabili.

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