Castello Bran tra verità e leggenda Ioana Romanato 09/06/2022

Castello Bran tra verità e leggenda

Il Castello del conte Dracula, che tutti consideriamo l’autentica residenza di Vlad III, si trova nei pressi del villaggio di Bran poco distante da Brașov, storica città della Transilvania. In realtà questo straordinario castello è semplicemente quello che ha ispirato l’immaginazione dello scrittore Bram Stoker.

Costruito nel XIV secolo da Ludovico I D’Angiò come posto di guardia, il Castello di Dracula è arroccato su una parete rocciosa all’interno di una stretta gola, un ambiente drammatico e spettacolare che ha ampliato l’alone di mistero e di leggenda che lo avvolgono. In realtà egli stette per un breve periodo di tempo sfruttandone l’importanza strategica che la fortezza ricopriva, troppo breve per poter ritenere il castello una sua dimora.

Discendente della famiglia dei Drăculești, da cui deriva il nome Dracula secondo la regola del patronimico (figlio di Dracul), Dracul era il soprannome del padre Vlad II e letteralmente vuol dire “diavolo”. Il principe come suo padre era noto in tutta Europa per essere un uomo crudele e sanguinario, tanto da essere ricordato come l’Impalatore, per l’usanza di impalare i suoi nemici. I metodi d’impalamento erano sostanzialmente due: il primo consisteva nell’uso di un’asta appuntita che trafiggeva il condannato all’altezza dell’addome per poi issarlo in alto. La morte poteva essere immediata o sopraggiungere dopo ore di agonia. Il secondo consisteva nell’utilizzo di un’asta arrotondata all’estremità che cosparsa di grasso veniva inserita nel retto della vittima che poi veniva issata e tenuta infilzata, il peso stesso del condannato faceva penetrare l’asta all’interno del corpo e la morte sopraggiungeva dopo anche due giorni di lenta agonia. Dracula apprese questa forma di supplizio dai turchi, adattandola poi alle sue più specifiche richieste: creò metodi diversi per impalare i nemici quali ladri, i guerrieri, gli ambasciatori del Sultano, traditori.

Tepes deriva dalla parola romena l’Impalatore, la tecnica favorita dal conte per uccidere i suoi nemici. Non per altro si vantò di questo proprio con il re d’Ungheria, in una lettera datata 11 febbraio 1462 in cui scrisse di avere ucciso con questa maniera ben 50.883 turchi in soli tre mesi. Il principe, noto come Dracula, nacque a Sighisoara il 2 novembre 1431, e fu principe di Valacchia nel 1448. Negli anni della Caduta di Costantinopoli, si scontrò con l’avanzata dell’Impero ottomano nei Carpazi, provocando le ire del sultano Maometto II. Entrato in conflitto con il Regno d’Ungheria, allora retto da Mattia Corvino, venne rinchiuso nel 1462 dal sovrano ungherese e ritornò al potere dopo un decennio come suo vassallo. Nel 1457 incominciò la battaglia per la conquista della Transilvania portando a termine la vendetta per l’assassinio del padre. Numerose furono le sue incursioni sulla Transilvania che non si fermarono e andarono avanti per molto tempo. L’ultimo attacco prima dell’ascesa fu uno dei più sanguinosi dove morirono 20.000 persone.

Venne ucciso in circostanze misteriose nel 1476. Svariate sono le ipotesi su dove sia finita la sua salma. Alcuni pensano sia stata bruciata, altri pensano sia stata fatta a pezzi ed esposta ad Istanbul. Ma la teoria più confermata dagli storici è che il corpo di Dracula sia stato ritrovato in un monastero nella città di Snagov, una tomba stranamente onorata dai monaci e da loro considerata quella di Vlad Tepes. Lo scheletro che è stato scoperto dagli studiosi indossava una seta vermiglia e al dito un anello con inciso il simbolo del famoso Ordine del Drago (una setta religiosa fondata per difendere il cristianesimo nei territori dell’Europa Orientale). Ancora oggi alcune voci sostengono che ogni mattina alcuni monaci si riuniscano nei pressi di quella tomba recitando preghiere dedicate a Dracula al fine di placare la sua anima.

I castelli della Romania sono tra le mete più ambite da coloro che attraversano la Transilvania, luoghi dalla storia coinvolgente e di grande fascino grazie alle leggende che li animano di misteriosi segreti dai protagonisti quasi mitologica: ed è così che una tappa di visita diventa un dovere. La vera dimora di Vlad Tepes, alias Vlad l’Impalatore, si trova a Poienari, in Valacchia, abbandonata nel 1476, anno di morte del voivoda (principe) Vlad III, e mai più abitata. Del suo castello è rimasto ormai poco più che un rudere.

                   

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