Festa del Bati Marso: dove nasce il capodanno dei veneti antichi Needfile Team 04/03/2025

Festa del Bati Marso: dove nasce il capodanno dei veneti antichi

L’anno nuovo iniziava all’alba della Primavera insieme al risveglio della natura.

Esiste una tradizione dai sapori antichi che non è scritta nei manuali di storia ma viene celebrata tra le campagne venete. I contadini la ricordano molto bene e probabilmente ancora la raccontano a figli e nipoti. Un’antica tradizione quella del Bati Marso, una festa che segna il capodanno dei contadini veneti con l’arrivo della primavera.

Vegnì fora zente, vegnì
vegnì in strada a far casoto,
a bàtare Marso co coerci, tece
e pignate!
A la Natura dovemo farghe corajo,
sigando e cantando,
par svejar fora i spiriti de la tera!
Vegnì fora tuti
bei e bruti.
Bati, bati Marso
che ‘l mato va descalso,
femo casoto fin che riva sera
e ciamemo co forsa ea Primavera!
Vegnì fora zente, vegnì fora!!!!

Crediamo che un tempo, ancora prima della tradizione cristiana, fossero i moti stagionali a condizionale le menti, gli usi e i costumi delle comunità. Il cambiamento climatico e il ciclo naturale stabiliva e scandiva il lavoro nei campi assieme al primo giorno dell’anno: l’ 1 marzo. Molti lo ricordano come un rito propiziatorio e di buon auspicio per il raccolto ma in verità la festa del Bati Marso racchiude simbologie che si intrecciano con la storia della Serenissima che si festeggiava negli ultimi tre giorni di febbraio fino al nono giorno di marzo. Ed ecco che dopo un lento e buio inverno, arriva la primavera per la sua luce, i suoi profumi e i colori assieme al senso di ottimismo.

“È proprio negli ultimi due giorni di febbraio e nel primo marzo che il desiderio si trasforma in attesa della buona stagione.”

Un risveglio accompagnato dal suoni a percussione su lamiere, pignatte, lamiere o altri oggetti metallici quasi a incitare da parte dei giovani il rinnovo stagionale.

Una tradizione popolare praticata in Veneto (particolamente sentita nella zona montana per le temperature più fredde), in Friuli, Trentino e altre zone del nord Italia con diverse declinazioni: osade de marso, ciamare marso, tratomarso, batar marso, batar l’erba, criar marso, incontrar marso, movar incontro a marso, brusamarso, Kalendimarso, batare i pulzi ecc.

Se ci pensiamo questo non è l’unico calendario posticipato. Dalla preistoria, quanto nell’antica Roma (fino al 46 a.C. col capodanno all’1 marzo) dove ogni cittadino festeggiava il pranzo con gli amici imbandendo una tavola ricca di datteri, miele e fichi “perché l’anno che inizia sia dolce”; come altrettanto vicino il capodanno cinese che cade tra il 21 gennaio e il 20 febbraio (data che cambia ogni anno poiché si rifà al calendario lunisolare sancito dal 1912) e quest’anno celebrato fra mercoledì 29 gennaio e mercoledì 12 febbraio 2025, ultimo giorno in cui si tiene la tradizionale festa delle Lanterne rosse.

Il rosso è il colore caratteristico della cultura cinese poiché oltre a richiamare il colore nazionale, resta un simbolo di buon auspicio, infatti secondo la tradizione ai bambini durante il capodanno viene regalata una busta rossa chiamate hóngbāo 红包 che contiene soldi.

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