All’ex Macello faremo la cittadella della scienza e un punto di forza sarà proprio il Museo dell’informatica che pochi posti al mondo possono vantare – la giunta.
A Padova una mostra che raccoglie ed esibisce pezzi informatici che hanno tracciato la storia dell’informatica dal 1958 al 1990; un percorso di cambiamento sociale che ha segnato per sempre il nostro modo di vivere e percepire la quotidianità.
Un’esposizione che reinterpreta le dimensioni visionarie di Francesco Piva, che per 40 anni ha accatastato pc dismessi recuperati da scuole e aziende (e non solo, anche calcolatori analogici, mainframe, minisistemi, plotter, ecc.). Piva: un formidabile recuperante ed eccellente padovano, così è stato definito.
Presidente della CLAC, comunità per le Libere Attività Culturali, Piva grande conoscitore e studioso dell’informatica rilanciò la sede dell’ex Macello di via Cornaro, un pezzo di storia cittadina dell’archeologia industriale che riuscì a salvare dalla distruzione trasformandola in un centro culturale inglobato tra mura e acque del fiume.
<<La sua creatura, il suo sito è stato centro di divulgazione scientifica, ma, soprattutto, un luogo dei sogni, dichiarato dall’Unesco tra i “tesori del mondo”. Un ritratto di Francesco Piva è stato disegnato il 13 marzo del 2011 quando l‘Ordine del Padovani Eccellenti gli ha conferito il titolo con questa motivazione: “Ideatore, fondatore e segretario generale della CLAC, in ben 35 anni di attività all’interno dell’ex macello ha dato inizio al recupero del parco e all’utilizzo delle vecchie costruzioni, ottenendo nel 1986 il vincolo paesaggistico e poi difendendolo strenuamente. Ha costituito una biblioteca di cultura e ambiente veneto e una biblioteca internazionale per l’infanzia”>>.
Una storia la sua, al servizio della scienza e della tecnologia. Negli anni Cinquanta entra a Chimica nucleare come esperto di elettronica e per il Cnr lavorando alle applicazioni mediche dei radioisotopi. Nel ’58 costruisce nell’Istituto di Statistica, assieme a G.Contin e G.Patergnani, uno dei primi calcolatori a valvole d’Italia, con l’obiettivo di rendere l’ex macello un centro vivibile anche per la comunità. Un luogo di incontro, di cultura, di appartenenza cittadina. E così oggi, Piva lascia la sua eredità.
La mostra aperta liberamente al pubblico fino al 14 novembre 2021, offre l’occasione di vedere e riflettere sui passi della tecnologia e sulla nostra vita civile, politica ed economica. Le macchine sono state selezionate tra quattromila pezzi per promuovere il Museo Didattico di Storia dell’informatica, così come lo aveva ideato Piva, grazie alla collaborazione di volontari.
Citandovi alcuni pezzi d’esposizione: il Macintoch Plus prodotta dal 1986 al 1990, una scatoletta di 7,5 chilogrammi, munita di microprocessore Motorola priva di ventola di raffreddamento – come richiesto da Steve Jobs – per renderla silenziosa. O ancora il Logos 59 della Olivetti macchina di calcolo assieme alla “Perottina” Olivetti 101 disegnate entrambe da Bellini.
Un excursus che si snoda tra stampanti, periferiche video, monitor e calcolatrici elettromeccaniche e calcolatori elettronici per 50 pezzi totali.
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La mostra è gratuita ed accessibile fino al 14/11/2021
Venerdì, Sabato e Domenica: dalle 10.00 alle 19.00
Giovedì: dalle 16.00 alle 21.30 Ex Macello via Cornaro 1/b – Padova