Gabriele D’Annunzio e il primo tramezzino torinese Needfile Team 13/12/2022

Gabriele D’Annunzio e il primo tramezzino torinese

All’interno del Caffè Mulassano è incisa una targa che recita:
“Nel 1926, la signora Angela Demichelis Nebiolo, inventò il tramezzino”.

È il 1925 quando a Torino si celebra una storia tutta food.

Presso il Caffè Mulassano di piazza Castello, durante l’ora del tè vennero serviti per la prima volta gustosi paninetti a forma triangolare. Un’invenzione della torinese Angela Demichelis che, di ritorno dall’America, assieme al coniuge Onorino Nebiolo ha pensato bene di lanciare la rivendita di questo prodotto molto simile al sandwich americano. In quei mesi la famiglia Mulassano aveva messo in vendita il proprio tesoro: il Caffè Mulassano. Ai coniugi non parve vero e con i risparmi accumulati in America, comprarono il locale. Col desiderio di ridare vigore agli affari del locale idearono delle nuove ricette da accompagnare all’aperitivo. Avevano portato con sé dall’America un tostapane, i primi a importarla a Torino assieme al toast.

Ma la vera novità per renderlo un prodotto tutto “made in Italy” è stata quella di togliere la crosticina dai due triangoli di pancarré per esaltare la morbidezza del pane assieme alla farcitura. E voilà un risultato sorprendente: il nome “tramezzino” si deve a D’Annunzio durante il fascismo, da “tra-mezzo” letteralmente “che sta nel mezzo” per rimandare a qualcosa di sfizioso tra un assaggio e l’altro, tant’è che oggi è spesso servito assieme al classico Spritz durante gli aperitivi del nord-est. Chiede un vermouth che gli viene servito con questi paninetti.

Un vero spezza-fame che ha preso piede nei bar “el tramesin” triangolare con riempimento al centro, diventando una vera celebrità in territorio veneziano per poi emigrare nella capitale ma dalla forma più regolare e la farcitura distribuita equamente! Insomma un tripudio di gusto senza freni alla fantasia spaziando dai salumi ai formaggi, dal pesce alla carne purchè il pane sia bianco e rigorosamente senza bordi. Infatti inizialmente venne servito dalla famiglia Mulassano come stuzzichino per l’aperitivo per poi accompagnare i pranzi veloci degli impiegati di passaggio. Il primo tramezzino realizzato dal Caffè era farcito con burro e acciuga, da sempre il must dello storico locale ancora attivo a Torino. Oggi il locale propone ben 40 gusti diversi; dal pregiato tramezzino all’aragosta, a quello al tartufato o con vitello tonnato.

Per finire, visto che siete lettori curiosi e a noi piacciono le leggende, ve ne raccontiamo una.

Forse pochi sanno che, sempre a Torino è nata la storia del famoso pancarré con l’ultimo Boia, vissuto nella prima metà dell’800. Figura disprezzata dal popolo per il ruolo che ricopriva, si era diffusa tra i panettieri l’abitudine di porgere a questi il pane al contrario in segno di disprezzo. Offeso dalla scortesia, il boia si rivolse alle autorità ottenendo il divieto per i panettieri di perseverare nella pratica. Il pancarrè uguale sia sotto che sopra, poteva quindi essere servito al boia capovolto senza incorrere in lamentele o violazioni. Nacque così il famoso pane per creare il tramezzino!

*foto in copertina del Caffè Mulassano e bassa da giallozafferano.

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