Dal fenomeno degli youtubers al caso “Ferragni”, è inutile negare che già da molti anni in tanti cercano la notorietà utilizzando il web attraverso i più “disparati” social esplosi nel corso di almeno due decenni. In un’epoca, come l’attuale, in cui si riscontra anche la difficoltà di arrivare alla fine del mese, tanti sono I personaggi che hanno tentato il raggiungimento di visibilità attraverso contenuti più o meno di qualità (molti sono i meno) e attraverso i più svariati argomenti.
Da YouTube a Facebook, passando per Instagram o Twitter/X, ognuno ha cercato di manifestarsi per ciò che è, chi per capacità, chi per tutt’altro e, molto spesso, evidenziando contenuti che dire demenziali è poco! Nel marasma più o meno inutile emerso e che ad oggi ancora emerge dai social, va riscontrato che la notorietà di certi personaggi influencer non nasce dal nulla; non a caso chi pubblica contenuti non ottiene la stessa visibilità, purtroppo anche quando questi meriterebbero una maggiore considerazione.
Anche qui serve la famosa “spintarella” se si vuole diventare qualcuno e monetizzare in base a ciò che si pubblica e sempre nel rispetto delle famose regole della community (detto con sarcasmo visto che, specie su YouTube, è possibile trovare contenuti che non sono proprio coerenti con tali regole). Se non è una spintarella, comunque per tanti idoli del web
esiste un preesistente lavoro a monte e a partire dal quale proviene tanta popolarità.
Cito, ad esempio, un canale legato a uno dei miei interessi, le auto, ed è quello di Davide Cironi, da tutti idolatrato come un grande esperto, ignorando che non è diventato tale dal nulla ma è sempre stato un videomaker che, grazie alla sua professione, ha avuto modo di entrare nel giro delle auto più o meno classiche (molte sono anni ‘80, le cosiddette Youngtimers) grazie più alle sue capacità di regista che non di conoscitore d’auto. Nonostante questo, molti lo seguono (non io) per l’operazione nostalgia delle vetture da lui recensite mostrando un’apparente competenza della quale mi astengo, in parte, da ogni commento.

Sicuramente il “fenomeno” che più di tutti ha saputo sfondare su tutti I canali multimediali è quello dei “Ferragnez”, sia nel bene che nel male per via di certi pandori “andati di traverso”. Scherzi a parte, quello di Chiara Ferragni è stato l’esempio di maggior successo che ha sfondato in tutti I social media più diffusi tra gli utenti del web e non solo.
Un successo che, tuttavia, non è tutto farina del suo sacco (ammesso che di farina ce ne sia)
visto che la signora “Fedez” (o il signor Ferragni) è socia, insieme alle sorelle, di un’agenzia di moda ed immagine con diversi uffici distribuiti in tutto il mondo e con sede negli Stati Uniti. La provenienza da un mondo appariscente e sulla quale ci sarebbe molto da dire riguardo alla sua integrità oppure esecrabilità come quello della moda è più che sufficiente per un personaggio diventato tale soprattutto per I mezzi finanziari di cui dispone e che le hanno permesso di arrivare all’apice del successo. Un successo, per l’appunto, costruito a partire da contributi che sono stati a lei concessi anche da altri sponsor I quali hanno contribuito alla sua popolarità e a mantenerla tale fino a quando gli stessi benefattori hanno voluto.
In fin dei conti non è vero che “chi troppo vuole, nulla stringe?”
Non si può negare, infatti, che le ultime uscite dei “Ferragnez” in merito anche ad un loro approdo in politica a seguito della popolarità ottenuta abbiano infastidito qualcuno in alto oppure, sempre lo stesso qualcuno, potrebbe avere manifestato qualche preoccupazione al punto da fermarne la crescita. È lecito fare questa osservazione perché negli scorsi giorni è, si, emerso lo scandalo della beneficenza che si sarebbe dovuta fare tramite I pandori di una nota marca com’è anche vero che la stessa beneficenza autoreferenziata fu possibile anche con delle uova di Pasqua da lei firmate nell’anno da poco conclusosi.
Perché solo ora viene fuori tutto questo? Evidentemente il successo social, e non solo, della Ferragni ora non conviene più a chi l’ha spinto così in alto al punto da porre probabilmente la parola fine con questa indecorosa vicenda.
L’esperienza “Ferragnez” dovrebbe insegnare che ogni personaggio social andrebbe studiato per comprendere chi realmente lo muova.
Non bisogna dimenticare che merita di essere visto chi distribuisce contenuti costruttivi capaci di mantenere acceso lo spirito critico che, mi auguro, esista ancora in noi.