La classe operaia e l’ordine dei sindacati

La classe operaia e l’ordine dei sindacati

Per Marx, il proletario è sinonimo di salariato e i proletari costituiscono la classe sociale il cui ruolo, nel sistema di produzione capitalistico, è quello di prestare la propria forza lavoro dietro il compenso del salario e quindi lavoratori dipendenti.

Il seguito della rivoluzione industriale porta a vari cambiamenti sopratutto nella vita dei contadini, che diventano operai peggiorando magari la loro vita ma percependo un guadagno fisso.Le prime conquiste operaie nascono proprio in Inghilterra essendo il primo paese industrializzato (le prime industrie si hanno nel settore tessile).

Si pensa ad un operaio come ad una persona sotto la guida di un datore di lavoro, fino allora infatti non si aveva mai pensato bene alla figura dell’operaio, con la rivoluzione industriale la nascita delle fabbriche e delle industrie si ha la distinzione di una vera e propria categoria di lavoro particolare la “classe operaia”.

In Inghilterra un operaio inglese Ned Ludd aveva cercato di distruggere le macchine delle fabbriche poiché secondo il suo pensiero le macchine per le varie lavorazioni rappresentavano una minaccia per l’uomo, sostituendolo nelle lavorazioni provocando cosi gravi situazioni di disoccupazione. Ludd uno dei primi operai da cosi il via ad un fenomeno che prenderà il nome di “Luddismo” che indicava il momento dell’assalto di molti operai che seguendone l’esempio cercarono di distruggere le macchine industriali. Le prime importanti conquiste della classe operaia furono le “Trade Unions” delle associazioni per gli operai dove ogni operaio pagava una quota associativa diventando socio di queste organizzazioni prendendo nel caso di emergenze (malattia, assenza al lavoro) degli aiuti economici, queste sono le prime forme di sindacato.In pochi anni si hanno decisivi cambiamenti della classe operaia. Nel 1824 conquistano la libertà di unione, di associazione e la possibilità di scioperare. Il lavoro minorile era molto frequente ,i bambini venivano sfruttati per 15/20 ore di lavoro al giorno senza differenza neanche tra donne e uomini, molte volte i bambini giovanissimi venivano usati per la lavorazione in miniere essendo più piccoli di statura passavano meglio sulle cave delle miniere. Nel 1833 si decise che i bambini dai nove anni (a volte anche più piccoli) potevano lavorare al massimo nove ore.

Il primo tentativo di sciopero generale fu nel 1842 non andato però a buon fine. Nel 1850 si ha uno sciopero che riesce a portare le ore lavorative alle dieci ore e mezza nelle industrie tessili, e gli inglesi riescono ad ottenere certi diritti per i lavoratori. Viene usata successivamente per la prima volta la parola SOCIALISMO su un giornale da un giornalista, che intendeva un’ideologia , un azione politica che cercava di cambiare la società attuale. Alcuni uomini di cultura e imprenditori (Owen,Cabet..)verranno definiti SOCIALISTI UTOPISTI uomini sensibili che avevano osservato le condizioni di vita e lavoro degli operai, (gli operai si presentavano invecchiati ,imbruttiti e molte volte abusavano con l’alcool per la vergogna della loro condizione) cercano con le loro azioni di cambiare la società del tempo a volte in maniera troppo fantasiosa lontana dalla verità per questo verrano definiti “utopisti” (l’utopia è un assetto politico, sociale e religioso che non trova riscontro nella realtà ma che viene proposto come ideale e come modello. Indica una meta intesa come puramente ideale e non effettivamente raggiungibile.)

Molti di questi socialisti però idearono delle idee moderne ancora oggi seguite come l’idea della cooperativa produrre e lavorare in gruppo, altri hanno alzato delle idee per migliorare le condizioni di vita delle donne di creare degli asili all’interno delle industrie dove le madri potevano lasciare il loro bambino che veniva seguito dal personale stesso cosi’ da dar maggior tranquillità alle madri-operaie. Ci furono però molte idee fantasiose e strampalate dall’idea di creare una società del tutto nuova dove il denaro non esiste e quindi tornare ai metodi primitivi come il baratto pensieri senza senso ,impensabili proprio dopo la rivoluzione industriale. Altri hanno proposto di far diventare la fabbrica il luogo di vita per la gente, farla diventare una abitazione per datori e operai, creare cosi una grande comunità un’idea improponibile . Alcune proposte sono state realizzate concretamente ma fallite molto presto, nonostante questo si dà agli utopisti il merito di una visione di vita diversa e migliore. Per cambiare ci vuole una collaborazione e accordi per vivere in armonia, questo è proprio il principio su quale si basa l’utopia l’ARMONIA.

  • “Luddismo” (N.Ludo)
  • “Trade Unions” (Società di mutuo soccorso-SINDACATI) 1824 Libertà di unione, associazione, sciopero.
  • 1833 Otto ore lavorative (nove anni)
  • 1842 Primo sciopero generale
  • 1850 Dieci ore e mezzo per le industrie tessili.
  • “Socialismo”(“La Globe”) 1832
  • Socialisti utopisti (Owen, Cabet, Fourier, Saint-Simon ecc..)
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