La fatturazione elettronica come scelta obbligata Sara Cifarelli 22/06/2022

La fatturazione elettronica come scelta obbligata

La fatturazione in formato elettronico entra il vigore dal 1° gennaio 2019 obbligatoria per professionisti, artigiani, titolari di partita Iva e i soggetti privati per un decreto legislativo risalente al 2015. Nasce con l’obbiettivo di velocizzare i controlli assieme a una razionalizzazione della spesa pubblica, un sistema che ha creato non poche perplessità ma potrebbe portare a un passo importante verso un’evoluzione più chiara del sistema fiscale e imprenditoriale in Italia quanto in Europa, già presente da tempo.

Per molti anni la sua compilazione ha previsto altre forme come l’uso della carta e penna, macchine da scrivere, editor testuali e fogli di calcolo per mezzo di software gestionali avanzati: compilata e spedita utilizzando email o via posta con l’obbligo da parte del cliente di conservare il cartaceo per almeno 10 anni. Ricostruendone i passi verso la concretizzazione, nel 2014 la fatturazione elettronica era obbligatoria nella pubblica amministrazione per tutti i rapporti con la PA, gli enti pubblici e verso le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana. Dal 2017 il Sistema di Interscambio – inteso come il sistema dell’Agenzia delle Entrate per lo scambio delle fatture elettroniche – è stato messo a disposizione dei privati, imprese e professionisti dunque, per poter ricevere e trasmettere facoltativamente fatture elettroniche. Nel 2018 la Legge di Bilancio ne ha introdotto l’obbligatorietà, sia nelle relazioni commerciali tra soggetti passivi, sia verso i destinatari.

Col nuovo anno, per ogni genere di prestazione che richieda fatturazione esiste un programma specifico che prevede l’utilizzo del Sistema di Interscambio secondo il formato XML già conosciuto per la FatturaPA, permettendo all’Agenzia delle Entrate un controllo più su larga scala per un totale di 3 miliardi di fatture stimate nel 2019. Strumenti utili e gratuiti per emetterne l’emissione fruibili dall’Agenzia delle Entrate si trovano nella sezione online “Fatture e corrispettivi” seguendo una specifica procedura, o attraverso l’app FatturAE per dispositivi Android, iOs o pc. Sono richiesti un pin e password di accesso con previa registrazione, o in alternativa le credenziali Spid – l’identità digitale – o una usb di autenticazione Cns. Esistono anche programmi a pagamento creati da aziende private ove è necessario per l’utilizzo dotarsi di un Codice Univoco, sostanzialmente un codice identificativo che permette di capire a chi recapitare la fattura. In merito all’invio, la fattura non viene più spedita al destinatario bensì allo SDI, simile a un “postino” dell’Agenzia delle Entrate atto a verificare i dati obbligatori ai fini fiscali nonché l’indirizzo tematico – codice destinatario o PEC o C.F. – per poi procedere al controllo della P.Iva del fornitore e la P.Iva o C.F. del consumatore e ove, in caso di irregolarità, la fattura sarà respinta in cinque giorni. In caso di conferma invece il sistema consegnerà la documentazione al destinatario attraverso la voce “ricevuta di recapito” al mittente trasmettendone data e ore di consegna. I dati da riportare della fattura restano gli stessi. Riguardo alle tempistiche, nei primi sei mesi dell’anno dovranno essere inviate entro la scadenza della liquidazione periodica dell’Iva – mensile o trimestrale. Poi entro dieci giorni dalla prestazione o vendita del bene. Anche le sanzioni saranno ridotte al minimo nel primo periodo: fino al 30 settembre 2019 non sono previste sanzioni per i contribuenti mensili, a condizione che l’emissione avvenga entro il termine di liquidazione dell’Iva relativa al periodo in cui l’operazione si considera realizzata. L’emissione della fattura oltre la data di liquidazione dell’Iva comporterà l’applicazione di una sanzione ridotta al 20%. Sono esonerati dall’obbligo chi rientra nel “regime di vantaggio” o “forfettario”, chi presta servizi destinati a non residenti comunitari o extracomunitari, o i piccoli produttori agricoli o chi invia i dati al Sistema Ts – Tessera Sanitaria – come medici, oculisti, farmacisti e veterinari. I punti focali sono i seguenti.

Obbligo esteso a:

– residenti

– stabiliti

– identificati nel territorio nazionale

I vantaggi abbinati ai software gestionali:

– eliminazione dei costi diretti (toner, carta, spazi conservativi)

– eliminazione del rischio di distruzione, corruzione, perdita

– zero ricerca e consultazione – tempi veloci di creazione fatture e preventivi

– registrazione rapida degli acquisti e monitoraggio di costi e profitti

– una programmazione migliore degli investimenti grazie a uno scadenziario automatico

– gestione migliore del magazzino

– minori costi e errori amministrativi di correzione

– resoconto dei clienti e tempistiche

– una minore mortalità delle imprese (si ipotizza entro 5 anni dal 40% al 6% di rischio)

– automatizzazione attività di riconciliazione di crediti, solleciti, pagamenti, fatture

– automatizzazione attività di ricerca e compilazione

– automatizzazione della numerazione di fatture, clienti, ddt, prodotti

– essere sempre aggiornati sulle normative fiscali

– home-banking e pagamento PayPal

La procedura in semplici passi:

– compilazione della fattura elettronica

– firma digitale

– invio tramite il Sistema di Interscambio

– ricezione e registrazione

– conservazione (10 anni)

Tipologie di destinatari:

– per gli uffici della pubblica amministrazione: identificati da un codice univoco di 6 caratteri da inserire nella fattura

– per i consumatori: utilizzo del Sdl e C.F. in formato PDF – per i destinatari B2B (imprese, professionisti, ecc) secondo due modalità: PEC o codice destinatario Sdl

I software più usati in Italia sono Danea Easyfatt e Fatture in Cloud che, abbinati ai servizi di fatturazione elettronica permettono di compilare, firmare, inviare e conservare fatture elettroniche in modo pratico e sicuro.

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