Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto, nel 1888 è un poeta italiano che trascorse in Africa gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, importante fu il suo soggiorno a Parigi dove Ungaretti si trasferì nel 1912 frequentando diversi personaggi della cultura francese (Breton, Picasso..) e molti scrittori italiani che come lui avevano fatto di Parigi una seconda patria.
Ungaretti vicino al Futurismo italiano
Con questi poeti Ungaretti si avvicinò al futurismo italiano ( I futuristi sperimentano nuove forme di scrittura per dar vita ad una poesia tutta movimento e libertà, negano la sintassi tradizionale, modificano le parole, le dispongono sulla pagina in modo da suggerire l’immagine che descrivono. L’ideologia futurista per esempio della guerra è vista come espressione vitalista e purificatrice, unita ad un aggressivo e convinto nazionalismo). Tutto questo portò nel dopoguerra prima all’ispirazione per Mussolini e poi a un rapporto piuttosto problematico con il fascismo). Le prime poesie di Ungaretti vennero proprio pubblicate inizialmente su una rivista futurista.
Ungaretti torna in Italia nel 1914, dove lavora insegnando la lingua francese. All’inizio della guerra nel 1915 Ungaretti deciso interventista parti come soldato semplice di fanteria del Carso. La vita di trincea fu un’esperienza decisiva per il poeta che scopri proprio in quei mesi la sua vocazione di scrittore (scrisse il porto sepolto che usci nel 1917).
Successivamente aderì al fascismo e divenne corrispondente da Parigi del popolo d’Italia (Il Popolo d’Italia è stato un importante quotidiano politico italiano, fondato da Benito Mussolini nel 1914 per dare voce all’area interventista del Partito Socialista.). Nel 1933 fu pubblicata sentimento del tempo, un opera che segna un’esperienza poetica di Ungaretti più elaborata e complessa.
Nel 1936 Ungaretti si trasferisce come insegnante di letteratura all’università di San Paolo in Brasile. Nel 1939 un tragedia sconvolse la sua esistenza, la morte del figlio di soli 9 anni che gli fece scrivere la poesia “il dolore”. Nel 1942 torna in Italia a insegnare letteratura moderna e contemporanea all’università di Roma.
Un’esperienza di vita
L’esperienza della vita poetica di Ungaretti si può suddividere in tre fasi, la prima fase iniziale dove c’è una notevole influenza al simbolismo francese, dove c è un isolamento ed l’esaltazione della parola singola, sia nel suo valore di suono sia nel ritmo, non usa misure metriche tradizionali ma lascia lo spazio al discorso lirico con pause e silenzi. Si tratta quasi sempre di poesie brevissime, composte da versi assai brevi. Una lingua assai parlata, resa significante dal modo che viene pronunciata.
Raffinata povertà
La sua poesia si basa proprio su immagini di voluta e raffinata povertà. In una seconda fase Ungaretti comincia a costruire poesie con forme più complesse e ardite, il lessico tende a perdere essenzialità, con riflessioni più complesse, sulla morte ,e sul tempo con temi anche religiosi sostituendo quelle emozioni più concrete reali di guerra. Con la poesia “il dolore” “un grido e paesaggi” siamo in una terza fase che ha inizio con poesia di straziante tenerezza scritte in morte del figlio quasi una fase di meditazione, Ungaretti sembra guardare la sua vita, e in generale alla vita degli uomini con distacco, la malinconia , e l’ironica saggezza dell’avanzata maturità e della vecchiaia.