L’intelligenza artificiale tocca in questo 2024 il mondo dell’artigianato che sceglie di abbracciare l’innovazione tecnologica per rilanciare il business. Secondo quanto espresso dal Centro Studi Cna è proprio Padova uno dei fulcri di questo processo che registra investimenti importanti del made in Italy artigianale su un campione di 130 cittadini appartenenti al settore alimentare, tessile, meccanico, legno, comunicazione e arti minori.
Si va dal furgone a una linea automatizzata con robot spendendo minimo 40 mila euro per i trasporti e dai 20 ai 40 mila euro per una linea automatizzata. Secondo Luca Montagnon presidente di Cna Padova e Rovigo <<La connessione tra mondo artigiano e innovazione è una costante destinata a rimanere salda anche nel futuro prossimo: gli artigiani innovano da sempre, cercando soluzioni non solo per garantirsi un vantaggio competitivo rispetto alle grandi imprese e ai colleghi, ma anche per migliorare il proprio lavoro e il mondo che li circonda. Sono favorevoli all’intelligenza artificiale e questa prospettiva indica una consapevolezza crescente del potenziale di questo tipo di tecnologia anche nel contesto artigianale>>.
Inoltre il presidente indica il piano Transazione 5.0 per la possibilità di incentivi economici per chi investe in macchinari e attrezzature nel processo produttivo. Gli investimenti hanno coinvolto negli ultimi sei mesi l’82% degli artigiani di cui il 54% in tecnologie e il 28% in formazione con al centro un sistema industriale l’automazione e la robotizzazione, seguiti dalla raccolta dati dei sistemi Mes (Manufactoring Execution System strumenti digitali di gestione della produzione per l’acquisizione, gestione e inoltro delle informazioni) e software progettuali.

Secondo gli esperti l’AI si occuperà dei processi produttivi.
Ci rivolgiamo in particolare alla svolta di questi ultimi anni della Tecnologia 4.0 , un filo diretto che dovrebbe avere come ultimo mezzo l’accessibilità all’intelligenza artificiale nella 5.0. L’accesso all’AI può significare meno fattori di rischio per i dipendenti e un sostegno in mancanza di personale assieme macchinari più sicuri.
Ma l’AI alla fine, sostituirà le persone?
Ponendoci al futuro con fiducia, nel rispetto dei ruoli e del diritto al lavoro, leggiamo in un’ottica propositiva le opinioni degli imprenditori: le tecnologie intelligenti dovrebbero affiancare (e non sostituire) gli operatori garantendo una migliore efficienza dello spazio di lavoro, dove la macchina verrebbe impiegata ad esempio nei mestieri più “pesanti” e “rischiosi” come la lavorazione del legno con la possibilità di spostare il manovale in un ruolo a lui più congeniale e gratificante. Un processo che varrebbe anche per quei tecnici specializzati che si trovano a effettuare operazioni ripetitive e stressanti.
L’AI potrebbe perciò favorire una migliore carriera e sviluppo dei talenti, meglio considerati e incanalati nelle aziende.
Obiettivo: automatizzare le operazioni semplici attraverso una tecnologia sofisticata al fine di sostituire l’uomo con la macchina nelle operazioni di routine che possono causare l’allontanamento del personale e che posso risultare alienanti. Le aziende a tutela dei dipendenti desiderano farsi carico di questi investimenti, sfruttando la moderna tecnologia, per migliorare la qualità della vita, garantire benessere comune e sviluppare il talento.
