L’inquinamento ambientale un’emergenza globale Ioana Romanato 09/06/2022

L’inquinamento ambientale un’emergenza globale

L’inquinamento ambientale è uno dei problemi sicuramente più sentiti a livello mondiale: aria, acqua e terra sono costantemente minacciate dall’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni di polveri sottili. Le principali cause sono le attività industriali, gli impianti per la produzione di energia, gli impianti di riscaldamento e il traffico. Le aree più colpite sono infatti le grandi città dove si concentrano industrie, traffico e riscaldamento.

È in queste zone che si produce il fenomeno dello smog, un fumo acido carico di polveri e di gas irritanti che nella stagione fredda si propaga come una cappa negli strati bassi dell’atmosfera. E’ possibile vederne i segni sui monumenti sui quali si deposita una patina nera indelebile costituita da polveri molto corrosive che mangiano le superfici di pietra. Solo dagli anni Settanta si è iniziato a prendere il problema in seria considerazione, non più solo dagli ambientalisti, ma anche dalle istituzioni internazionali.

Nell’ultimo secolo l’inquinamento provocato dalle attività umane ha di gran lunga superato l’inquinamento di origine naturale come può essere un’eruzione vulcanica che emette CO2 sia sulla terra che in acqua. E’ statisticamente provato che i vulcani disperdono circa 0.3 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno che equivale all’1% delle emissioni umane che ammontano a 29 GT/anno. L’uomo causa l’emissione di CO2 in quantità 100 volte superiore dei vulcani. I vulcani sottomarini produrrebbero tra 66 e 97 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, attività comunque bilanciata dal Carbonio durante la nuova formazione di lava sul fondo degli oceani. Restano comunque marginali rispetto a quelli terresti o subaerei (che eruttano in aria) per una emissione di 242 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

L’inquinamento si sposta come un viaggiatore e gli inquinanti, prodotti in un punto qualunque del Pianeta, viaggiano attraverso l’aria sotto la spinta dei venti, si uniscono ad altre sostanze presenti nell’atmosfera, per poi unirsi alle piogge precipitando al suolo e penetrare nelle falde acquifere o dalle acque dei fiumi fino al mare. Lungo il percorso vengono assorbiti dai vegetali o ingeriti dagli animali: entrano così nella catena alimentare fino all’uomo.

L’inquinamento idrico è il secondo veicolo di diffusione. L’acqua ha due caratteristiche importanti: ha un forte potere autodepurativo oltre a un’alta capacità solvente capace di sciogliere e trasportare gran parte delle sostanze chimiche. In acqua finiscono anche le sostanze tossiche portate dagli scarichi industriali e urbani, un potenziale veicolo per la diffusione batterica. L’avvelenamento dell’acqua avviene soprattutto con gli scarichi urbani e industriali di sostanze organiche contenenti sostanze non degradabili. Le sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera in forte concentrazione sono il monossido di carbonio, l’ossido e il biossido di azoto, l’anidride solforosa, l’ozono e le polveri, oltre a benzene e idrocarburi in minori quantità, e derivano tutte dalla combustione del petrolio, dai processi industriali, dalle infrastrutture e dagli impianti di refrigerazione e di riscaldamento.

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