Il Pesce d’Aprile è una tradizione nota in tutto il mondo che ha origini antiche. In Italia viene celebrata il primo aprile con scherzi e giochi a familiari e amici. Il culto della burla, tra le varie ipotesi, potrebbe essere nato in Francia mentre la data odierna deriverebbe dal calendario Gregoriano, instaurata nel 1582. Prima di allora l’1 aprile corrispondeva alle celebrazioni del Capodanno, giornata di scambio doni, dal 25 marzo per una settimana (vecchia data dell’equinozio di primavera).
Dovete pensare che molti francesi (i primi, pare, a introdurre l’usanza), nel festeggiare erroneamente il Capodanno, venivano presi in giro ricevendo pacchetti vuoti o regali assurdi come il dono di
un pesce di carta a modo biglietto con su scritto: Poisson D’April!
Lo scherzo stava proprio nel far credere al malcapitato che il primo Aprile fosse ancora il giorno di Capodanno. Per altri, l’attribuzione ha origini più antiche con l’iniziale rivalità tra Cleopatra sovrana d’Egitto e Marco Antonio condottiero romano, diventata poi una delle storie d’amore più raccontate nella storia. Sfidandola a una gara di pesca, egli ordinò a un servo di attaccare al suo amo delle prede per garantirgli la vittoria. Un trucco che la regina scoprì presto sostituendo all’amo un pesce finto rivestito di pelle di coccodrillo.
Nascerebbe così la simbologia del Pesce d’Aprile. Più verosimilmente, l’usanza riprende il concetto del pesce che abbocca facilmente all’amo perciò: chi ha subito uno scherzo, ha abboccato come un pesce. In altri Paesi, si dice semplicemente “Bugia d’aprile” o “Aprile! Aprile!”.
Nei paesi anglosassoni, invece, la giornata è chiamata April Fool’s Day (Giorno dello scemo d’aprile). In moltissimi altri paesi oggi si celebrano scherzi: quasi tutta l’Europa, gli Stati Uniti, il Canada e anche diversi Stati del Medioriente tra i quali l’Iran, la Turchia, il Libano e Israele. In altri paesi di lingua spagnola e la stessa Spagna questo giorno coincide col 28 dicembre, festa dei Santi Innocenti. Nei territori induisti, invece, il 31 marzo si celebra l’Holi, una festa che per certi aspetti ricorda il primo aprile con l’usanza di sporcarsi a vicenda con polveri colorate!

Le espressioni idiomatiche della lingua italiana
La tradizione italiana del Pesce d’Aprile è recente. Introdotta solo tra gli anni Sessanta e Ottanta nella città di Genova culla del Mediterraneo, aperta alla cultura francese, accolse e diffuse l’usanza diffondendola tra i ceti medio-alti e poi nel resto della popolazione.
Da dove derivano queste curiose espressioni?
Le espressioni idiomatiche di questa trazione sono contenute nel libro Perché diciamo così di Saro Trovato, con 300 modi di dire catalogati per origine, storia e argomento in ordine alfabetico nell’aiutare il lettore a comprendere il significato delle frasi fatte. Un libro sociale molto simile a un dizionario, offre spunti utili e consapevoli nel far conoscere la nascita e l’utilizzo di questi detti popolari, molti dei quali caduti purtroppo in disuso a causa delle sempre più frequenti espressioni straniere e anglicismi.
Secondo Saro Trovato: “I modi di dire fanno parte del nostro modo di parlare, di esprimerci e di essere parte di una comunità. Ogni famiglia ha il suo tradizionale “bagaglio di espressioni” e ciascuno di noi ne usa abitualmente una propria personale selezione. Che siano derivati dalle lingue classiche, da episodi storici o da abitudini popolari, è affascinante scoprire come alcune delle frasi che utilizziamo più spesso nel parlare quotidiano abbiano un significato ben preciso, a volte sorprendente, ben più calzante di quello che pensiamo.”