Del Veneto e delle sue bellezze se ne potrebbe parlare per ore e non c’è dubbio che i Colli Euganei rientrino tra queste.
Tra tutti i doni che la natura del territorio Euganeo è in grado di offrire, uno dei più importanti o, forse, il più importante senza remora alcuna è il Sentiero del Monte Fasolo.
Come buona parte delle pendenze collinari qui presenti, si deve la sua origine da un’attività vulcanica durante la quale una spinta del magma dal basso verso l’alto ha sollevato lo strato superiore di roccia lasciando inalterato quello inferiore. Il risultato di questo fenomeno è la formazione di un “fungo” che in geologia viene chiamato “laccolite”.
Situato in località Sant’Antonio presso Cinto Euganeo, il sentiero è un percorso che inizia e finisce nell’omonimo capitello posto in cima al centro abitato di Faedo.
Il primo tratto attraversa in piano un bosco di carpini, frassini e roverella dove, da qui, ci si immerge in un sottobosco con specie di piante dominanti come il pungitopo e sorbo.
Alla fine di questo tratto, ci si trova di fronte ad un bivio; qui si svolta a sinistra e si prosegue percorrendo una salita non particolarmente impegnativa, attorniati da vigneti e siliquastri conosciuti anche come “Alberi di Giuda”. La luminosità di questa parte del sentiero contrasta con la successiva dove, invece, il bosco s’infittisce e la luce si dirada coperta dai castagni la cui presenza è indicatrice del cambio di esposizione per cui il percorso si rivolge a nordest. Ai suoi margini sono presenti numerose piante erbacee tra le quali l’epimedio alpino, per la sua capacità microterma di adattarsi a climi mediamente umidi e freddi, e di felce aquilina.
Al termine della pendenza si prosegue in piano e qui il bosco si fa progressivamente più luminoso; si vedono affioramenti di Scaglia Rossa, un particolare tipo di roccia sedimentaria.
Al bivio successivo si svolta a destra per raggiungere una piazzola di sosta dove domina un raro esemplare di faggio. Questo albero è molto longevo, di grandi dimensioni con tronco dritto, corteccia liscia di colore grigio e chioma densa. Le sue foglie sono disposte in due file, semplici di forma ovale con margine ondulato e leggermente dentati. I suoi fiori sono penduli e poco appariscenti e la fioritura nei mesi di aprile e maggio.
Proseguendo, ci si trova nel mezzo di un boschetto di robinia a seguito del quale si svolta a destra e, dopo la breve salita, si prosegue dritti fino alla curva a gomito che porta alle pendici del monte Fasolo. A destra si fa notare una distesa di vigneti che si distribuisce lungo il viale bianco costeggiato dai mandorli, uno dei punti panoramici più suggestivi dei Colli Euganei. Da questo punto è possibile ammirare in lontananza il monte Gemola con la Villa Beatrice sulla cima ed il vicino Rusta, i monti Cero e Castello, e poi il Cecilia, il Ricco e il Ventolone. Voltando lo sguardo verso nord, invece, è possibile vedere il monte Venda con i ruderi del Monastero degli Olivetani ed il monte Vendevolo.
Il cammino continua fino ad incontrare la Fattoria del Monte Fasolo e l’Oratorio di San Gaetano, quest’ultimo restaurato di recente e posto sulla sommità del colle. Da qui si prosegue tra i mandorli e i vigneti fino a ritornare al Capitello di Sant’Antonio, il punto da cui tutto questo parte.
Il sentiero del Monte Fasolo non è un luogo in cui si deve solo camminare o ammirare senza pensare a nulla;
è una vera e propria esperienza interiore in cui ci si lascia coinvolgere dalle meraviglie della natura
dove i colori delle piante in fiore si mescolano al verde del paesaggio con l’azzurro del cielo terso nelle giornate di sole. E’ un’esperienza capace di far vibrare le corde dell’anima.
*immagini da Wikimedia Commons – in copertina i vigneti del Monte Fasolo, sotto veduta con mandorlo e l’Oratorio di San Gaetano
