Cosa significa adottare e crescere un cane?
Il cane non è solo un semplice animale da compagnia: è un vero compagno di vita.
Il 26 agosto si celebra la Giornata Mondiale del Cane, una ricorrenza speciale introdotta da una scrittrice e divulgatrice USA Colleen Paige sensibile al mondo animale tra cui gatti, la fauna le spiaggie e il cane meticcio. Una giornata per ricordare il ruolo del cane, non solo un semplice animale domestico ma grande comunicatore.
Un momento per sensibilizzare contro l’abbandono, le violenze e promuovere all’atto dell’adozione.
Il 26 agosto rappresenta una giornata di condivisione e riflessione, in un gesto di amore e solidarietà; gli animali restano una presenza che arricchisce le nostre giornate donandoci maggiore benessere.
Un invito alla responsabilità, perché un animale domestico non è solo divertimento ma un impegno quotidiano fatto di momenti di condivisione, cura e attenzione anche attraverso la sua prevenzione nei vaccini, visite veterinarie periodiche e controlli nutrizionali in base alla razza, particolari intolleranze e problemi fisici.
Ogni cane è unico perché per quanto biologicamente rispetti l’indole di razza, racchiude e sviluppa una personalità in base al contesto in cui vive e le esperienze di vita. Secondo le statistiche, in Italia sono presenti oltre 8 milioni di cani registrati e per l’80% considerati membri a tutti gli effetti della famiglia.
I cani sono stati pienamente accolti nella nostra società, e la loro storia lunga 14 mila anni, racconta l’amicizia che lo lega all’uomo. Il cane discenderebbe dal lupo e si è evoluto riducendo il suo peso e con un temperamento più docile, trasformandosi in una animale da compagnia. In origine uomo e cane cacciavano insieme condividendo il pasto e ancora oggi tribù dell’Africa mantengono questa tradizione accogliendo i cani nelle capanne:
– il Basenji l’antica razza dei faraoni, adatto per cacciare piccoli mammiferi e conosciuto per la sua natura silenziosa e indipendente
– il Rhodesian Ridgeback dalla stazza più grossa ideale per la protezione dai leoni
– lo Sloughi il cane da caccia adottato dai nomadi berberi.
Si racconta che i Rhodesian, in una connessione speciale con la notte, fossero capaci di percepire spiriti malevoli e presenze invisibili all’occhio umano, proteggendo le famiglie.

In ordine lo Soughi, il Rhodesian e il Basenji.
Padova e l’antica sepoltura canina in epoca romana – Musei Civici Eremitani
Nell’area archeologica al piano terra dei Musei Civici Eremitani è conservato lo scheletro di un cane risalente alla prima metà del I secolo d.C. resti rinvenuti nella necropoli orientale di Padova in via Tiepolo (tomba 173). Il cane accanto a quella del padrone (tomba 166), disposti in un’unica fossa allungata, riportava l’animale a un livello inferiore ma molto vicino alla testa dell’uomo. Al momento del ritrovamento lo scheletro del cane, rispetto a quello del padrone, era pressoché completo:
<<Lo scheletro dell’animale è in perfetta connessione anatomica: sdraiato, adagiato sul fianco sinistro, con zampe anteriori e posteriori raccolte e distese. Lo sviluppo delle ossa e dei denti suggerisce una morta intervenuta a circa due anni di età. (…) Lo scheletro privo di lesioni patologiche e la dentatura in buono stato indicano che il cane in vita era stato ben nutrito. Questo dato e la cura nella sepoltura inducono a pensare che si tratti di un animale di affezione, sepolto accanto al padrone: forse un ultimo atto di pietas, a suggello di un legame affettivo perpetuato oltre la morte>> descrizione tratta dai Musei Civici Eremitani, in sala.
