I cani hanno un sistema di comunicazione multimodale che impiega tutte le loro capacità sensoriali.
Infatti condividono un ambiente multispecie e, trattandosi di animali altamente socievoli, sono in grado di stabilire legami comunicativi anche con altri esseri viventi.
Questo sistema comprende l’uso della comunicazione visiva con il linguaggio del corpo, la comunicazione olfattiva, che si integra con quella gustativa, insieme alla comunicazione uditiva e tattile. Nel momento in cui un cane inizia a comunicare, agisce sia come mittente che come destinatario di informazioni rilevanti in quell’interazione. Va comunque osservato che questo processo non è solamente una semplice trasmissione di informazioni tra gli interlocutori.
Ponendosi come mittente, le informazioni vengono elaborate all’interno della sua mente e convertite in un segnale comunicativo. Quando, invece, è il destinatario, il suo cervello si attiva per decodificare queste informazioni. Da questo complesso processo di codifica e decodifica segue una serie di passaggi e trasformazioni delle informazioni. In fase di decodifica, il cervello del cane inserisce diversi fattori tra i quali aspettative, esperienze passate, lo stato emotivo del momento, la sua relazione con il mittente e le situazioni che lo circondano.

Inoltre da un recente studio condotto dalla Comparative Cognition Lab della University of California San Diego (Ucsd) emerge che alcuni esemplari di questi animali, addestrati a comunicare con pulsanti sonori, riescono a creare combinazioni di due parole per esprimersi. I ricercatori ipotizzano che questo processo sia intenzionale e che il comportamento di questi cani non sia solamente l’imitazione dei loro proprietari.
ll team ha analizzato il comportamento di 152 cani addestrati per 21 mesi acquisendo i segnali generati da diversi pulsanti a giochi sonori premuti in tutto 260mila volte. I dati sono stati raccolti in tempo reale attraverso l’applicazione FluentPet. L’intento è stato stabilire se le combinazioni di tasti fossero di tipo casuale, imitativo o premeditato. Le conclusioni hanno dimostrato che una parte significativa di queste combinazioni è stata tutt’altro che casuale. Questo è il primo studio scientifico in cui vengono esaminate le modalità di comunicazione dei cani con l’utilizzo di pulsanti sonori.
I cani premono di proposito i pulsanti per manifestare i loro desideri e bisogni oltre che per imitare i loro proprietari. L’associazione di due pulsanti non viene fatta a caso e il loro comportamento riflette richieste specifiche. I cani addestrati hanno selezionato più spesso parole come “fuori”, “bocconcino”, “gioco” e “pipì”.
Secondo l’articolo pubblicato sulla rivista Scientific Reports, questo comportamento è la conseguenza del fatto che i loro sono bisogni fondamentali. Gli autori evidenziano la capacità nei cani di combinare insiemi di parole che esprimono idee astratte. Combinazioni come ’fuori + pipì‘ o ‘cibo + acqua’ hanno avuto una frequenza maggiore rispetto a quella prevista per il caso. I cani hanno imparato a comunicare alcuni di questi bisogni con metodi diversi.
L’uso di pulsanti sonori potrebbe consentire anche una comunicazione più precisa, migliorare la compagnia e rendere più forte il legame con i proprietari.
Nonostante siano necessari ulteriori studi a riguardo, già questo comunque fornisce prove in merito alle capacità espressive dei cani. Il team vuole capire se i cani sono capaci di usare i pulsanti anche per riferirsi a situazioni passate o a eventi imminenti o, ancora, se i cani possono associare le parole intenzionalmente per formulare concetti rispetto ai quali non esistono parole precise.
Nelle prossime ricerche l’obiettivo sarà scoprire se questi animali domestici possono usare i suoni per esprimere idee e non solo per richiedere i loro bisogni immediati. Se le future ricerche riuscissero a dimostrare anche questa loro capacità, il modo in cui pensiamo all’intelligenza, alla cognizione e alla comunicazione con gli animali cambierebbe in modo radicale.
