“La struttura alare del calabrone non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso.”
Let’s make possible the impossible!
Bebe Vio – post facebook 10/08/21
L’esteriorità è apparenza. La capacità di volare non può essere limitata dal nostro aspetto poiché la determinazione vince su qualsiasi limite fisico.
Di Mogliano Veneto classe ‘97, un’atleta che si è distinta appena iniziato a praticare il fioretto dall’età di 6 anni, Beatrice Vio trionfa al podio delle Paralimpiadi di Tokyo 2020 nell’oro individuale e argento di gruppo.
<<Se qualche settimana fa mi avessero detto “A Tokyo vincerai due medaglie” mi sarei messa a ridere.
Due medaglie… Per quanto ero messa male consideravo già un miracolo arrivarci a Tokyo. Ma volevo arrivarci. E poi avevo anche avuto l’onore di essere nominata porta bandiera per la nostra Nazionale. Allora dovevo arrivarci a tutti i costi! Venivo da un anno di alti e bassi. Il grave infortunio al gomito a settembre dell’anno scorso, dolorosissimo. I lunghi mesi di riabilitazione. Finalmente stavo meglio. Poi ad inizio anno il crollo: infezione da stafilococco aureo. Un altro maledetto batterio, dopo il meningococco di tanti anni fa. Ero messa proprio male e quando mi hanno detto “se l’infezione è arrivata all’osso dobbiamo amputare l’arto” mi è crollato il mondo addosso. Basta amputazioni! Non mi è rimasto più molto da tagliare.. Poi l’operazione, l’infezione debellata, le settimane chiusa in ospedale e quando siamo usciti mancavano 119 giorni alla Paralimpiade.
“Non ce la farete mai” ci hanno detto.
“Ci vogliamo provare?” ci siamo chiesti.
Passione, coesione, lavoro, fatica. Così in pochi mesi siamo riusciti a conquistarci un oro e un argento.
Cos’è l’impossibile? Mi hanno salvata le persone.. Ed è a loro che devo queste vittorie.>>
Bebe Vio – post facebook 30/08/21
La passione e il talento l’hanno condotta qui, dopo anni di dure battaglie; il 20 novembre 2008, all’età di 11 anni una meningite fulminante l’ha costretta all’amputazione dei quattro arti. E da lì è ripartita. Un’energia positiva che con pazienza e umiltà le ha fatto raggiungere i più bei traguardi grazie al supporto dei tecnici specializzati dell’art4sport e che l’hanno accompagnata in questo straordinario percorso. Partendo dalla scherma su speciale carrozzina e all’integrazioni di protesi che le permettessero di maneggiare il fiorietto, Bebe Vio ha potuto allenarsi con strumenti adeguati.
Il sogno non si è spento: Bebe Vio diviene la prima atleta dell’art4sport team. Grazie al sostengo di art4sport, è stato prodotto il primo prototipo nel 2009 presso il Centro protesi dell’Inail di Vigorso di Budrio ma troppo pesante e doloroso da maneggiare. Il prototipo è stato perfezionato negli anni. Nell’aprile 2010 il secondo modello più funzionale soprattutto nel movimento del gomito, le è stato donato dall’Arte Ortopedica di Budrio con il prezioso contributo della Otto Bock Italia. Nel 2011 il terzo prototipo, ancora più semplice e maneggevole.
Art4sport in una visione più grande ha creato il progetto “La scherma in Piazza”, nella realizzazione di una pedana idonea per le competizioni di scherma in carrozzina, oggi utilizzata in diverse città italiane. Una dimostrazione di come la tecnologia riesca a incidere sulla qualità della vita delle persone e riaccendere le speranze.
E continua la sua scalata, a Bologna nel 2010 la sua prima gara ufficiale e ne seguiranno altre in una sempre crescente ricerca di una tecnica performante e di uno stile personale, tra lacrime e sorrisi una continua sfida verso se stessa e il mondo, arrivando a sfidare i più grandi campioni italiani.
*contenuti e immagini in Art4sport