INCI “International Nomenclature of Cosmetic Ingredients” (Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici) riporta l’elenco degli ingredienti (principi attivi ed eccipienti) contenuti nel prodotto cosmetico in ordine decrescente in base al peso. Obbligatoria per legge, normalmente viene indicata sul retro dell’etichetta e sotto alla descrizione e modo d’uso del prodotto.
L’INCI è estremamente importante per standardizzare gli ingredienti presenti nella formulazione.
Una forma di tutela per il consumatore nella scelta del prodotto più adatto per il benessere della sua pelle (che sia un shampoo, una crema, un siero..). Pertanto, gli ingredienti devono essere riportati secondo una nomenclatura riconosciuta a livello internazionale. Ad oggi un INCI può tracciare oltre 16mila ingredienti diversi necessariamente in lingua inglese e latina, secondo caso che può garantire la presenza di una sostanza pura senza alterazioni chimiche di alcun tipo.
Solo la parola “Parfum” (fragranza) può essere indicata in lingua francese per profumazioni di natura sintetica, un’eccezione all’interno dell’INCI, o ancora la dicitura “essential oil” che invece indica la presenza di olio puro essenziale. Un’altra eccezione la ritroviamo in nomi chimici inglesi nei coloranti per capelli, e che si differenziano dai nomi tradizionali, con indicazione CI (Colour Index) seguito da un numero; esempi sono CI 75300 curcumina (principio attivo estratto della curcuma) o CI 45410 rosso (colorante sintetico).
Grazie alla scelta di nomi univoci, l’INCI risulta uniforme e comprensibile per tutti i Paesi aderenti tra cui UE, Cina, USA, Canada, Russia, Giappone e Sudafrica.
L’obbligo di dichiarazione etichetta risale al 1997.
Se sono presenti asterischi (*), nell’INCI compaiono sostanze derivanti da colture biologiche, valore che però non identifica necessariamente quel prodotto come certificato biologico. Per ottenerlo infatti, è necessario che l’INCI contenga nell’insieme almeno il 95% degli ingredienti biologici e che il 5% del residio sia conforme alle condizioni rigorose di legge. Inoltre lo stesso ingrediente non può essere presente in forma biologica e non biologica.
E’ possibile riconoscerlo grazie all’apposizione del logo biologico.

Attenzione a pittogrammi verdi e similari che possono deviare dalla conformità unica, dichiarando che il prodotto contiene sì ingredienti naturali ma non a un livello sufficiente da avere ottenuto la certificazione. Un prodotto non può definirsi “biologico” se non certificato.

Come va letto l’INCI?
Come già menzionato, l’elenco riporta gli ingredienti in ordine decrescente dove il primo è in quantità maggiore e nella cosmesi spesso il primo indicato è l’acqua (Aqua/Water) come per shampoo, creme, emulsioni, solari, sieri viso e gel. L’ultimo in quantità inferiore può avere un concentrato all’1% o inferiore, e se presenti più di un tipo con pesi equivalenti possono essere disposti in lista in ordine libero. Si tratta di una regola molto importante per il produttore perché permette di non rivelare per i quantitativi inferiori le percentuali esatte, proteggendo la formula.
Per ultimi e non meno importanti, l’indicazione degli allergeni se presenti nella formula in peso superiore a:
- 0,01% del peso del prodotto finito di detergenti e altri cosmetici corpo;
- 0,001% del peso del prodotto finito di creme, sieri, gel o altri cosmetici che non prevedono la rimozione con acqua.
Esempi possono essere Citral, Eugenol, Geraniol, Benzyl benzoate, d-Limonene, Hydroxycitronella, Citronellol, Farnesol, Lonalool.
