Eroi a quattro zampe

Eroi a quattro zampe

Molti di voi sicuramente saranno in procinto di partire per una meta estiva all’insegna del benessere e del relax. Nel momento in cui si visita un luogo nuovo, che sia la montagna o il mare, bisogna però tener conto che ci si può imbattere in difficoltà o pericoli imprevisti.

Ed ecco che arrivano loro: i cani da salvataggio!

Ce li mostrano i mass media in azione tra esercitazioni o veri e propri salvataggi. Li abbiamo potuti ammirare con emozione, in acqua, tra le macerie o tra le pendici rocciose. Ne riconosciamo il valore, ma quanto realmente sappiamo di questi esseri speciali? Si tratta di un atto di devozione che unisce e potenzia la sinergia del lavoro di squadra. E se l’intento resta salvare una vita, il premio sarà inestimabile.

I cani da salvataggio, in gergo “unità cinofile” operano in diversi contesti e nonostante si definiscano “unità” sono composte da coppie cane-conduttore, una realtà che appartiene alla Protezione Civile, attiva dal 1988 grazie al binomio cane-padrone che ha fatto la storia: Ferruccio Pilenga, la parte umana, e Mas, la parte canina, i primi ad essersi distinti nella categoria. Quando parliamo di cani da salvataggio si pensa subito alle emergenze in mare e sulla neve, dato che i cani possiedono un’abilità incredibile per seguire piste con l’olfatto, un senso 100.000 volte più sviluppato degli esseri umani. Inoltre i cani sono in grado di nuotare resistendo al freddo e hanno un’ottima capacità di traino.

Ma, entrando più nel dettaglio di razze ce ne sono un’infinità, quali sono le più indicate? Non esistono esemplari più utili di altri, si tratta piuttosto di una predisposizione fisica quanto di una sensibilità più incline al comando. Normalmente si associa il cane da salvataggio al “cane bagnino”. Le razze più diffuse sono il Terranova, il Landseer, il cane d’acqua portoghese – in Italia poco conosciuta – e i tre Reatriver: il Labrador, il Golden e il Flat-Coated.

Mare o montagna?

Il gigante dagli occhi dolci, il Terranova è il cane scelto dagli esperti per svolgere questo ruolo per caratteristiche ben precise. Ottimi nuotatori e resistenti alle basse temperature, hanno una gran forza per trainare in acqua un carico fino a 1.500 kg. Gli esemplari femmine pesano sui 55 kg, mentre i maschi circa 70. Possiedono un doppio strato di pelo che isola la pelle dall’acqua. Un altro vantaggio del Terranova sono le zampe palmate con membrane interdigitali più ampie rispetto a quelle di altri cani, capacità che permetterebbe loro di nuotare più velocemente, anche per ore, soccorrendo in completa autonomia scialuppe con a bordo persone. Ultima caratteristica, non meno importante, la conformazione della testa e l’allineamento degli occhi indicati per seguire lo sguardo in una precisa direzione. Dall’intelligenza spiccata e dalla docile indole, il Terranova risulta il compagno ideale per questo ruolo biunivoco.

L’addestramento fisico inizia a un anno, quando la muscolatura ha raggiunto uno sviluppo adeguato alla capacità aerobica dell’animale. L’addestramento principale avviene fra il primo e il secondo anno di vita, dopodiché le tecniche vengono perfezionate. Attraverso la combinazione di manovre di salvataggio ad allenamento in acqua ideati da un bagnino, il cane imparerà a rispondere ai comandi imposti. Si tratta di esercizi di obbedienza avanzati e giochi che andranno a rafforzare il legame cane-uomo. L’attrezzatura da salvataggio è fondamentale. I cani da salvataggio in acqua devono avere una pettorina completa di galleggianti che li aiutino a restare a galla e a compiere il salvataggio in totale sicurezza con dei rifrangenti o delle luci per i momenti di scarsa visibilità.

I cani da salvataggio in montagna sono appositamente addestrati per la ricerca delle persone disperse sotto la neve. Esistono razze più ricercate a cui se ne sono aggiunte molte altre. Il San Bernardo resta l’icona di questa categoria, più utilizzato in passato che nell’epoca odierna dove ci si affida anche al Pastore belga Malinois, ad esempio, o ancora al Labrador e al Pastore Tedesco. Nonostante si usassero cani da valanga anche prima del XX secolo, si può parlare di addestramento e attività organizzata dagli anni Trenta quando Ferdinand Schmutz, ispirato da un salvataggio alpino effettuato da un cane meticcio nel 1938, sul Monte Schilthorn, ha poi deciso di sdoganare l’uso dei cani nelle operazioni di soccorso e come aiuto ai soldati schierati nelle zone di montagna.

L’affiatamento tra uomo e cane è sempre un requisito essenziale e, per quanto riguarda le razze, ci sono discussioni ancora aperte su quali siano le migliori, senza escludere il contributo dei meticci. Come esempio di coraggio, questi eroi a quattro zampe restano estremamente socievoli e sensibili ai bisogni dell’individuo.

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