Genesi e significato dell’informatica giuridica Valentina Armellin 18/06/2022

Genesi e significato dell’informatica giuridica

Nello studio del diritto non si può prescindere dall’informatica giuridica. Giovanni Sartor ha sottolineato che “l’informatica giuridica è la disciplina che studia gli aspetti giuridici della rivoluzione tecnologica, economica e sociale prodotta dall’informatica, l’elaborazione automatica delle informazioni. Tale rivoluzione, l’informatizzazione, ha un duplice impatto sul diritto: determina nuovi rischi e nuove opportunità per l’economia, la politica, la vita individuale e sociale, rischi e opportunità che richiedono una risposta giuridica; modifica il lavoro del giurista che sempre più si avvale di strumenti informatici”.

Solo a partire dalla conoscenza di alcuni fondamentali aspetti di tali tecnologie è possibile capire il funzionamento della società dell’informazione e in particolare, il modo in cui le attività giuridiche si svolgono in tale società. Inoltre, e in modo ancor più importante, solo a partire dalla conoscenza di tali tecnologie è possibile capire quali sono le possibilità che ineriscono alla società dell’informazione, sia quelle negative (i rischi) sia quelle positive (le opportunità). Non solo l’essere, ma il poter essere della nostra società dipendono dunque dalle tecnologie dell’informazione.

L’informatica giuridica: definizione

Il termine informatica deriva dal francese information automatique e riguarda la gestione automatica di dati e informazioni mediante calcolatore. Essa ricorre a programmi per il reperimento delle informazioni (information retrieval) che hanno un’applicabilità generale. L’espressione è attribuita a Philippe Dreyfus (1962, Università di Harvard). Si determina invece, secondo alcuni, un significato più generale del termine, indicando l’informatica come scienza. Oggi, il termine informatica ha raggiunto il connotato di disciplina scientifica, ovvero di scienza dell’uso dell’elaboratore elettronico. Indica la scienza del trattamento dell’informazione per mezzo di macchine automatiche. Per informatica giuridica si intende, in particolare, quell’insieme di teorie, metodologie e tecniche per conoscere, produrre, gestire, modificare, utilizzare il diritto con l’obiettivo di garantire peraltro la certezza del diritto stesso.

Oggetto dell’informatica giuridica è il diritto, ne consegue che è possibile ricomprendere nella disciplina varie accezioni; Informatica giuridica documentaria;informatica giuridica intesa come raccolta, organizzazione e accesso all’informazione giuridica (norme, giurisprudenza, dottrina e prassi); si sviluppa quindi con la creazione di archivi elettronici legislativi, giurisprudenziali e dottrinali. Fonda le sue radici su un linguaggio rigoroso Informatica giuridica decisionale: l’intelligenza artificiale interviene come metodo di elaborazione dell’informatica giuridica, come supporto alla redazione di decisioni; l’informatica giuridica compie un salto di qualità, con l’implementazione di sistemi esperti che possono sviluppare sillogismi e implicazioni logiche. Si avvia la possibilità di riprodurre automaticamente i processi intellettuali che il giurista compie nell’applicazione delle norme e quindi l’interpretazione, l’analogia, i ragionamenti logici, le valutazioni Informatica giuridica giudiziaria: implementa la sfera processuale, degli atti processuali e degli atti decisori. Si tratta dello studio, ideazione e realizzazione di applicazioni informatiche dirette ad automatizzare le attività che si svolgono negli uffici giudiziari.

Sono queste quindi le attività applicative preminenti dell’informatica giuridica.

Ancora, la lenigmatica: applicazione delle tecnologie telematiche alle tecniche di redazione dei testi legislativi. E’ la scienza che sperimenta l’intersezione di numerose discipline informatiche come supporto alle tecniche legislative. Settori dell’informatica del diritto sono molteplici: fonti di cognizione, sistemi informativi, redazione di documenti, prove informatiche, apprendimento elettronico del diritto, modelli del diritto e del ragionamento giuridico, determinazioni giuridiche, deontologia ed epistemologia.

Il diritto dell’informatica, invece, riguarda le vicende giuridiche nel contesto telematico:

Tutela giuridica del software

Tutela della riservatezza rispetto alle banche dati personali

Responsabilità per danni cagionati all’uso del computer

Contratti conclusi a mezzi di strumenti elettronici (e questioni inerenti la “firma elettronica”)

Il cd. “documento informatico”

L’informatica giuridica: storia

L’informatica giuridica nasce negli Stati Uniti all’inizio degli anni Sessanta. In realtà già nel 1948 Norbert Wiener, matematico, si occupa dei rapporti tra cibernetica e diritto. Le applicazioni orientate e specialistiche dell’informazione nascono quindi alla fine degli anni ’40 sulla spinta del pensiero cibernetico e dello sviluppo dei calcolatori (la cibernetica e il diritto si presentano peraltro con delle analogie di fondo: sono entrambe sistemi di regole organizzate a fini precostituiti). L’anno seguente, nel 1949, in un articolo pubblicato sulla Minnesota Law Review uno studioso americano, Lee Loevinger, connota una nuova scienza, la giurimetria, per designare l’utilizzo dei metodi delle scienze cd. esatte e specialmente dell’informatica nel campo del diritto. Loevinger auspicava l’uso metodico dell’informatica per aiutare e verificare le scelte legali, partendo dalla applicazione delle leggi antitrust, anche per elaborare in modo efficiente l’enorme massa di dati economici che le agenzie dovevano analizzare per accertare se determinate imprese fossero in posizione dominante nel mercato. E’ tuttavia con Hans Baade che la giurimetria assume primaria importanza. Egli da’ una struttura definita alla giurimetria configurandola nei seguenti ambiti: Utilizzazione dell’elaboratore elettronico per fini di documentazione (cioè reperimento dell’informazione) Applicazione dei modelli logici alle attività giuridiche Previsione delle sentenze future.

Questo inquadramento fa nascere e caratterizza i 3 filoni di ricerca dell’informatica giuridica: Documentario

Giudiziario

Decisionale

In relazione ai sistemi giuridici di Common Law, gli approfondimenti riguardano in particolare quest’ultimo ambito, laddove il precedente è vincolante. D’altro canto, alcuni hanno invece sostenuto come le tesi di Baade sulla prevedibilità del contenuto delle sentenze non trovino riscontro, in quanto gli elementi umani e psicologici condizionanti le decisioni non possono essere predeterminati. Posto questo punto di criticità, impulso notevole ha avuto il profilo documentario, rispetto alla ricerca e diffusione di informazioni, determinando il sorgere delle prime banche dati giuridiche. Così negli USA già a partire dal 1964 si crea un Law Research Service dotato di un potente elaboratore elettronico nel quale vengono inseriti i precedenti giurisprudenziali e che può essere interrogato anche a distanza con terminali collegati a mezzo cavi elettronici. Si sviluppa il primo sistema di information retrieval giuridico, basato su ricerche a testo libero (full-text). Negli anni Sessanta l’informatica giuridica varca l’Atlantico e inizia il suo sviluppo autonomo in Europa. In Italia i primi studiosi ad occuparsi dell’informatica giuridica sono Vittorio Frosini e Mario Losano. Losano nel 1968 propone di sostituire il termine giurimetria con il termine giuscibernetica.

L’approccio definisce questi ambiti:

Significato filosofico e sociale del fenomeno

Diritto come determinante l’equilibrio del sistema

Applicazione della logica al diritto

Uso dell’elaboratore in ambito giuridico

Il termine designa in particolare il complesso delle ricerche aventi per oggetto il mondo delle norme giuridiche le quali si avvalgono di modelli cibernetici e dell’uso di elaboratori elettronici. In questo contesto, il contemporaneo Vittorio Frosini pubblica il suo volume “Cibernetica, società e diritto” (1968). Il testo determina una sistematizzazione e una sintesi ben riuscita della materia dell’informatica giuridica, superando i limiti delle determinazioni precedenti. Il suo contributo risulta ancor più decisivo con la pubblicazione di “ Informatica, società e diritto” dove rilevano inoltre le relazioni tra diritto e scienze umane in genere. Frosini parla a proposito di giuri tecnica intendendo un rapporto filosofico e sociale che connota tecnologia e informatica, fino ad immaginare uno studio coordinato dal punto di vista sociologico. Entrambe le definizioni (di giuscibernetica e di giuritecnica) sono però state superate dal termine di informatica. Nel periodo storico a seguire, vengono sviluppati e ampliati i sistemi di information retrieval, si ricorre in modo crescente all’accesso telematico (la telematica nasce dall’unione della telefonia con l’informatica, grazie alla quale l’accesso all’unità centrale dell’elaboratore è garantito non dalla vicinanza fisica, ma dal collegamento via cavo). Si sviluppano programmi con la capacità di apprendere dai fatti circostanti, di comprendere nuovi elementi, di ragionare su questi e dedurre nuova conoscenza. La circolazione delle informazioni attraverso l’impiego delle tecnologie informatiche ha richiesto poi la digitalizzazione dei dati, presupponendo così la videoscrittura. Negli anni Settanta l’informatica generale pervade l’intera società industriale, diviene una disciplina accademica. Preminente è l’evolversi delle innovazioni informatiche. Nel 1980 il Consiglio d’Europa ha adottato la raccomandazione “Informatica e diritto” riconoscendo la rilevanza primaria dei rapporti tra informatica e diritto. L’elaboratore elettronico è ora strumento indispensabile per il giurista. Gli anni ’90 segnano una nuova era dell’informatica giuridica, caratterizzata dalla diffusione di Internet. Con la rete si è determinato un nuovo profilo del sistema informativo: da dimensione locale a globale. In questo contesto viaggiano in tempo reale segnali numerico-digitali e le informazioni si trasmettono su qualsiasi apparecchio terminale. Vengono elaborati programmi informatici in grado di agire su scala vastissima. L’accesso è consentito a tutti. Viene meno ogni barriera informativa e comunicativa, consentendo la diffusione dei diritti locali e dell’informazione giuridica in generale. Si determina un avvicinamento e una armonizzazione linguistica e concettuale. Le tecnologie fanno capo perlopiù a sistemi centralizzati. Nel nostro sistema, la Corte Costituzionale ha definito il coordinamento informatico come “comunanza di linguaggi, di procedure e di standard omogenei, in modo da permettere la comunicabilità tra sistemi informatici delle PA” (l’automazione degli uffici delle PA ha infatti trasformato sia il modo di lavorare, sia le prestazioni offerte). Gli anni 2000 sono quelli dell’integrazione e standardizzazione della documentazione giuridica in rete, dello sviluppo di sistemi avanzati per l’aiuto alla decisione giuridica (cd. sistemi esperti). Si creano un insieme di servizi offerti in modo distribuito all’interno della rete di Internet. Da ultimo, nella Relazione annuale del 2012, l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni sottolinea che questa sinergia tra convergenza tecnologica e integrazione dei media e delle comunicazioni portano alla formazione di un “ecosistema digitale”: l’informatica giuridica diviene l’alveo naturale attraverso il quale studiare l’applicazione di nuove tecniche di gestione.

Conclusioni

L’informatica giuridica diviene totalmente distinta dalla concezione della diffusione dell’informazione su supporti rigidi. Diviene fruibile, globale, soggetta a continui aggiornamenti e perciò completa, concatenata e integrata ma rumorosa a volte. Indubbiamente si riscontrano profili di vantaggio ma vi è il pericolo di complicazioni con conseguenze molteplici: sulla metodologia della decisione giuridica, come anche sull’esercizio delle professioni legali. L’informatizzazione apre sicuramente ad approfondimenti e possibilità di più soluzioni che però devono essere organizzate e filtrate dall’esperienza e dalla riflessione giuridica che, in ogni caso, non può mai venir meno.

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