La Generazione Z i primi nativi digitali Needfile Team 10/08/2023

La Generazione Z i primi nativi digitali

I “giovanissimi” nati tra il 1997 e il 2012 (tra gli 8 e i 23 anni) così definiti Generazione Z – in breve Gen Z – sono i primi a non avere conosciuto un mondo senza dimensioni digitali e ci si chiede come questa condizione potrà influire sui prossimi consumi e il modo di vivere.

La Gen Z può considerarsi veramente la prima generazione di nativi digitali?

Cresciuti all’alba dell’attacco delle Torri Gemelle e dalla crisi economica, in un clima più cupo e di sfiducia verso la società, nell’isolamento del network può considerarsi la generazione successiva ai Millennials (i nati tra il 1981 e il 1996). La Gen Z è la prima dopo la nascita di internet, e ancora la prima ad aver familiarizzato fin dalla tenera età con uno smartphone in tasca.

Secondo le statistiche del Pew Research Center solo il 12% degli adolescenti non utilizza il cellulare. Addirittura, riferendoci a un pubblico ancora più giovane, la iGeneration (sotto gli 8 anni) sembra essere anche questa ancor più condizionata dalla tecnologia a tal punto da non capire la differenza tra online e onlife, vita reale e vita virtuale. Ci viene in mente un recente spot Tv ideato dalla Mediaset a tutela dei minori e per la protezione dei dati personali dove viene mostrata l’inconsapevolezza e i rischi che questi bambini incorrono nel navigare in Rete senza la presenza degli adulti. Una pubblicità che allerta e spiega ai giovani la necessità di proteggersi. Inoltre, gli esperti si sono interrogati sui rischi per la salute neurologica e la dipendenza dalla lunga permanenza sugli apparecchi. Nonostante i risultati siano ancora in fase di monitoraggio, si è appurato come già la Generazione Z non sappia distinguere la vita reale da quella virtuale.

Resta il fatto che, accedendo a internet, i nuovi giovani rimangono più informati e consapevoli delle diverse etnie vivendo a contatto con un ambiente multiculturale, tra diverse politiche e religioni.

Ci si chiede come influirà la Gen Z sul mercato e quali saranno le scelte di acquisto?

I marketer si troveranno davanti a un pubblico completamente nuovo che significa più che «cercare di portare il pubblico della Generazione Z nel proprio mondo» cercare piuttosto di incontrarla «nel suo [mondo]» secondo quanto riportato in Google.

E come incontrarle? Investendo nei social media, e app come TikTok e Twitch, le più utilizzate in base alle tendenze, oltre a pagare influencer e content che sappiano comunicare nello stesso linguaggio.

Twitch e il boom di streamer da quarantena

A fine 2020 sono stati registrati 4 milioni di italiani su Twitch.tv, popolare quanto TikTok, entrambe cresciute anche per le conseguenze della pandemia registrando un + 1/5.

Il successo di Twitch è «molto più che un servizio di streaming in diretta» poiché offre la possibilità di trasmettere grazie agli streamer contenuti di intrattenimento mediante live e da una moltitudine di dispositivi; una panoramica con svariate categorie come i videogiochi i più cliccati! L’account è gratuito e si entra accedendo alla homepage con contenuti già tracciati in base agli interessi. Oltre alle live si possono lasciare commenti e interagire attivando le chat.

Su Twitch si può anche guadagnare diventando Content Creator, creatori di contenuti a tempo pieno proponendo un pacchetto di abbonamenti o ricevendo bits (la moneta virtuale) in supporto al canale. I bits possono essere acquistati pagando con carte di credito/PayPal e inviarle durante le live streamer. Potrebbe essere simile a YouTube? Non proprio, la piattaforma viola in verità cambia nel modo di interagire perché è completamente live, “il bello della diretta!”.

Write a comment
Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.