La legge del professionista Needfile Team 30/05/2022

La legge del professionista

Perché affidarsi a un professionista oggi è importante?

Il mercato è pieno di possibilità.

Sta all’imprenditore la scelta, che non è detto si riveli la soluzione più sicura, ma solamente la più facile. In ogni attività è necessario per etica e logica, affidare determinate mansioni a un professionista che garantisca strategie e obiettivi idonei. Parliamo di mansioni che richiedono attenzione e dose creativa, competenze non insite in chiunque e come tali è giusto riconoscerne i meriti.

Come scegliere un professionista?

E’ necessario valutarne le competenze sulla base dell’esperienza e a seconda dei risultati che si vogliono ottenere. Non giudicare un professionista solo sulla base al compenso, poiché può succedere che ciò che si risparmia inizialmente (o che si crede di risparmiare) scegliendo la strada appunto “più facile” si riveli in un secondo momento quella “più onerosa” nel dover riparare lacune o errori. Considerare quindi il grado di competenza quanto il dialogo. Una efficace comunicazione e una presenza costante, consentirà momenti di confronto quanto, per il professionista, di avere un’idea chiara del messaggio che il cliente vuole trasmettere attraverso ad esempio una campagna promozionale.

Comunicare è il carburante che alimenta il mondo, una macchina di cui l’azienda dovrebbe saperne riconoscere il valore.

Un concetto complesso e difficile per chi lo fa di mestiere. Ogni ruolo richiede una giusta dose di professionalità quanto un adeguato compenso per la prestazione. E se raramente il lavoro di un meccanico, o un idraulico viene apostrofato come “troppo caro”, per il graphic designer quanto un web editor è esattamente l’opposto. Viviamo in una società dove “tutti sanno fare tutto”: fratelli, cugini, figli, amici che propongono competenze inesistenti come la stesura di un testo o un servizio fotografico, o ancora la programmazione di un sito web. E poco conta se il risultato sarà insoddisfacente: il portafogli resterà integro.

Concentriamoci sulla figura del web editor, quella figura che scrive testi adatti alla Rete riuscendo a comunicare concetti diretti, efficaci, persuasivi invitando a una “call to action”. Questo per la sua propensione alla storytelling: l’arte di raccontare una storia. Coinvolgere, sensibilizzare a un brand ad esempio. Il concetto è chiaro. Scrivere testi resta una responsabilità più complessa di quanto si pensi poiché quello che potrebbe essere un banalissimo testo, si intreccerà in strumenti fondamentali come la search engine optimization (SEO) e regole di marketing, oltre a un registro testuale bene specifico sulla base dell’utenza destinata. Per realizzare tutto questo è necessaria preparazione, non improvvisazione.

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