I designer, specialmente i più giovani, approcciandosi sempre più a fondo nel proprio percorso arrivano a chiedersi:
“Come posso acquistare nuove abilità per diventare un buon professionista?”
Una domanda lecita considerato che professionisti non si nasce ma si diventa, forse la risposta alla base di ogni evoluzione e di ogni sforzo nel raggiungimento di una buona padronanza tecnica, sta proprio nello spirito di curiosità; l’elemento inscindibile, una caratteristica fondamentale per procedere e crescere, e che va ben oltre lo spirito creativo proprio perché la creatività se non viene coltivata può non trovare uno sviluppo restando ancorata a delle logiche statiche. Può essere incanalata e migliorata, esercitata attraverso il pensiero logico e critico. La creatività aiuta certamente a rispondere ad esigenze, ma è la curiosità che ti stimola a una crescita. Oltretutto nel percorso, la creatività può vivere fasi altalenanti fino a dissolversi completamente.
Se vuoi essere un graphic designer devi essere curioso. E la curiosità può sia aiutare sull’aspetto progettuale ma anche nella comunicazione attraverso un miglior approccio col cliente. Banalmente, riferendoci alla creazione di un logo, il lavoro non può limitarsi alla progettazione grafica in sé ma deve includere una profonda ricerca di quel mondo commerciale: i valori, la storia, gli obiettivi, cosa produce e le persone che ne fanno parte, sostanzialmente la sua “dinamica di business”. Serve curiosità e non solo creatività per conoscere e soprattutto comprendere. La comprensione permette una raccolta precisa delle informazioni e in conseguenza una definizione sicura del lavoro che si vuole svolgere, ottimizzando il tempo di realizzazione evitando incomprensioni tra le parti.
Consigli che valgono per un qualsiasi professionista
- Impara bene le basi per creare un tuo linguaggio visivo
- Informati e studia nuovi strumenti seguendo i tuoi interessi e ciò che serve all’attività per crescere
- Ascolta e interagisci con clienti e collaboratori che possono insegnarti e infonderti stimoli
- Si consapevole e autonomo nel tuo ruolo
Andando invece più a fondo sul lavoro del graphic design, si deve tenere conto:
-della tipografia, dalla cura della scelta del font al messaggio commerciale. La tipografia possiede ampie sfumature, dato che è possibile creare interi progetti grafici semplicemente usando caratteri tipografici combinandoli tra loro. I testi sia dal punto di vista redazionale come nella forma, assumeranno una musicalità e un impatto emotivo nel consumatore, tanto ché cambiare un font può incidere notevolmente sul risultato di un progetto. Come migliorare l’uso dei caratteri tipografici? Bisogna conoscere e rispettare le regole di marketing e gli elementi di un font per poi andare ad analizzare l’azienda, a partire dal logo. Una volta presa consapevolezza della dinamica dei vari font, sarai più capace di procedere in una selezione (uno o più, ma per un progetto si consigliamo massimo due font). 
-nell’utilizzo delle griglie come punto di partenza del progetto. Attenzione la griglia non intesa come gabbia, parola che nel vocabolario italiano tende a sostituirla generando un effetto negativo inconscio in quanto “limitante” per la creatività. In realtà le griglie non sono costruzioni, sono una scacchiera in cui le pedine possono muoversi ma con rigore, perché alla base del lavoro deve esserci libertà ma anche ordine. Le griglie ci permettono di ideare una presentazione ordinata.

-rispettando gli spazi vuoti, intesi come spazi bianchi di una tavola. Il rispetto dei vuoti e pieni, come le parti geometriche di un solido, stabiliscono un’armonia visiva. Servono a collegare elementi tra loro migliorando la leggibilità d’insieme.
-nella scelta delle dimensioni per creare gerarchie visive che rispecchiano l’ordine di importanza di simboli e testi. Un esempio è in una pagina l’ordine di un testo; avremo il titolo più in grande, i paragrafi di una misura intermedia e infine il corpo del testo. O ancora l’etichetta di un pack: il logo dovrà risultare ben visibile quanto il nome del prodotto. Passeranno in secondo piano la quantità (gr o ml) e l’inci, simboli di riciclaggio ecc. La grandezza determina l’importanza. Per essere un buon graphic designer, occorre dunque calibrare perfettamente la scelta dimensionale per rendere il messaggio immediatamente comprensibile al consumatore.

-nella scelta dei colori. La psicologia del marketing dimostra come i colori influiscano sulla percezione del prodotto e sulla scelta di acquisto. In colore suscita emozioni e ogni colore richiama a uno specifico ramo commerciale. Un blu si può prestare a una realtà sanitaria come una società creditizia, un rosso piuttosto a una ditta food. Pertanto quando parliamo di “grafica coordinata” significa proprio attenersi a questa regola, partendo dalla struttura del logo.