L’arca di Noe esiste: in Norvegia il bunker dei semi del mondo

L’arca di Noe esiste: in Norvegia il bunker dei semi del mondo

Di cosa parliamo esattamente? In Norvegia sull’Isola di Spitsbergen, a circa 1000 chilometri dal Polo Nord, è situata la Banca dei Semi la “Global Seed Vault” un deposito che conserva i semi della Terra nata per salvaguardare e custodire la biodiversità in caso di scenari catastrofici. Il bene più prezioso dell’umanità protegge la Vita. Una gigantesca cassaforte profonda 426 metri con ingresso affiancato a una montagna di arenaria, posizionato a 130 metri sul livello del mare dove tra le nevi le temperature scendono sotto i -18 gradi, clima che assicurano gli esperti ideale per la conservazione dei semi che possono vivere vino a 20 mila anni. Una gabbia super tecnologica simile a un caveau capace di contenere fino a 2,5 miliardi di semi. Mentre l’illuminazione che irradia l’ingresso e le singole celle è stata progettata dall’artista Dyveke Sanne, la struttura garantisce la resistenza a qualsiasi evento catastrofico come esplosioni nucleari, meteoriti, valanghe..

La Banca dei Semi non ha comunque solo la funzione di conservare ma di rifornire quelle parti del mondo dove specie di piante sono a rischio estinzione; nel mese di febbraio del 2018 infatti sono state incrementati 50 mila nuovi campioni, alcuni definiti “di ritorno” proprio a tale scopo. Il Seed Vault è stato definito da José Barroso «un giardino dell’Eden ibernato. Un luogo dove la vita può essere mantenuta in eterno, qualsiasi cosa succeda nel mondo» mentre Cary Fowler, indicato come il padre della banca dei semi, nello spiegare le motivazioni che hanno condotto alla realizzazione di questo complesso, afferma che «volevamo affrontare un problema che già stavamo vivendo: la perdita delle diversità nelle singole banche genetiche».

Uno sforzo congiunto, un bene comune José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO “Tra pochi decenni, i sistemi alimentari del nostro pianeta dovranno alimentare 2 miliardi di persone in più. Produrre più cibo – e più nutriente sarà reso ancora più arduo a causa del cambiamento climatico. La biodiversità agricola – come quella racchiusa dentro i semi di patata che vengono oggi depositati qui – è essenziale per affrontare queste sfide, aiutando a sviluppare colture migliori e più resistenti”.

Luis Felipe Arauz Cavallini, Ministro dell’Agricoltura e dell’Allevamento della Costa Rica “La Costa Rica è lieta per questa nuova opportunità di conservare i suoi semi nello Svalbard Global Seed Vault. In questo modo potremo conservare il nostro patrimonio fitogenetico e salvaguardarlo per sempre di fronte a qualunque evento naturale, o causato da parassiti, malattie o persino disastri causati dagli uomini”.

Marie Haga, Direttrice Esecutiva del Crop Trust “Il deposito di oggi rappresenta un capitolo importante nella campagna globale per preservare per sempre la nostra diversità delle colture per sempre e fornisce un esempio perfetto di come la conservazione in situ e la conservazione ex situ possano lavorare insieme per il bene di tutti. Siamo molto lieti di dare oggi il benvenuto al Direttore Generale della FAO e ai nostri stimati colleghi del Perù e della Costa Rica alla Seed Vault, per questo evento estremamente significativo”.

Hanne Maren Blaafjelldal, Sottosegretaria al Ministero dell’Agricoltura e dell’Alimentazione norvegese “Sono molto orgogliosa del fatto che il 40% della diversità delle colture che sono memorizzate nelle banche genetiche mondiali ormai è salvaguardata nella Seed Vault. Questi semi possono essere di cruciale importanza per la produzione alimentare globale del futuro”.

Alejandro Argumedes, ANDES “Questo tipo di collaborazione internazionale è di vitale importanza per il futuro di tutti noi. Questi semi, e gli agricoltori del Parque de la Papa, che sono gli innovatori e i leader della loro conservazione, hanno fatto un viaggio straordinario hanno percorso più di 11.000 chilometri dalle montagne del Perù a Svalbard. L’Asociación ANDE è orgogliosa di aver fatto la sua parte”.

Tra i vari compiti, la Banca è un punto di supporto back-up per altre piccole Banche dei Semi nel mondo, oltre che a una vera assicurazione per la Vita poiché conserva i duplicati delle Banche ragionali già esistenti e le rifornisce in caso di furti, danneggiamenti o perdita di qualsiasi natura. Il Seed Vault, inaugurato nel 2008 ancora oggi offre un appoggio concreto al sistema organizzato e diffuso di Banche regionali gestite dai Seed Savers “salvatori dei semi” presenti sottoforma di associazioni e comitati, dagli USA all’Australia. Anche l’Italia partecipa alla salvaguardia della Terra come il fagiolo della Valvessina, le zucche di Albenga, il pomodoro di Roma, la melanzana rossa di Rotonda e il mais spinato di Gandino. E immergendoci su suolo italiano, i Seed Savers porta avanti una Rete che agisce diversamente, come centro di raccolta e ridistribuzione, poco focalizzata sulla conservazione a lungo termine. Persone comuni che praticano – seguendo specifiche etiche – la raccolta di Semi non OGM, preservando così l’alimentazione globale.

Il ruolo della Rete dei Seed Savers è di assicurare che il materiale da piantare, come semi o altro, sia reso disponibile a coloro che vogliono coltivarlo. Più a livello comunitario, il compito di questi “addetti” è di recuperare dalla terra sementi libere da brevetti e non geneticamente modificate per piantarle e raccogliere i semi rigenerati. Lo scopo ultimo è preservare le generazioni dei semi rari donandoli o scambiandoli, evitandone così l’estinzione. I semi protetti non sono iscritti all’anagrafe e quindi non si possono commercializzare.

Tutti possiamo contribuire alla causa. E’ sufficiente avere un piccolo giardino, o un terrazzo con dei vasi. Per ricevere questi semi ci si può rivolgere a un contadino che ha sempre praticato in privato questa opera di salvaguardia e riproduzione dei semi, oppure affidarsi a una comunità di Seed Savers. Dovete sapere che esiste un vero manuale disciplinare dei Seed Severs.

Come riportato nel Manuale:

“Ciò che rende particolare la Rete dei Seed Savers è che svolge un lavoro di utilità pubblica senza contributi governativi. Non vende i suoi semi, ma distribuisce le varietà che sono state dimenticate dalle istituzioni che si occupano di piante e dagli studiosi. Come seed savers, noi sosteniamo la conservazione in situ, il che significa che ci occupiamo del nostro patrimonio vegetale nelle nostre zone, nei nostri orti. La Rete dei Seed Savers comprende un crescente numero di responsabili che si occupano di una specie particolare, per esempio, uno di conservare il peperone e un altro l’aglio. Per un vasto gruppo di piante, come i fagioli, i responsabili principali hanno dei sotto-responsabili che fanno capo a loro. Noi incoraggiamo la creazione di orti nei parchi cittadini per la conservazione delle piante utili. Come parte integrante del loro ruolo, questi orti possono mostrare l’ecosistema nel quale le piante che sono state recuperate crescono accanto alle loro compagne naturali, in modo che siano rappresentati i centri di diversità. I semi ereditati che sono stati trasmessi con cura da una generazione all’altra sono parte dell’abbondante raccolta di semi non ibridi che sono conservati con cura dai sostenitori attivi. Ognuno è ben accetto nel prender parte a questo servizio di raccolta.”

*testimonianze e foto da fao.org

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