L’e-marketing delle professioni digitali per un mercato in movimento Needfile Team 15/02/2024

L’e-marketing delle professioni digitali per un mercato in movimento

Cosa significa digitalizzare un’impresa? In un’era globalizzata dove qualsiasi informazione passa attraverso internet,

non essere presenti nel web può essere estremamente dannoso e controproducente in termini di credibilità e ricerca dei contenuti.

L’e-marketing definisce l’insieme delle competenze nell’uso di internet e dei social media per arrivare alla vendita, consentendo inoltre da parte delle imprese di accedere ai mercati di massa proponendosi a un prezzo competitivo in un approccio di marketing-personalizzato.

L’innovazione tecnologica su basi digitali guida e struttura nuove figure “sartoriali”: sono gli specialisti dell’e-marketing che lavorando sullo sviluppo della notorietà del brand. Ruoli e responsabilità a confronto per un totale di 9 milioni di professionisti solo in Europa.

La Brand reputation è fortemente legata alla chiarezza della tua immagine che tocca aspetti come

✓ IDENTITA’

✓ ORIGINALITA’

✓ COMPRENSIBILITA’

✓ ADATTABILITA’

Inoltre queste professioni puntano a generare traffico, acquisire e fidelizzare i clienti tenendo conto della KPI (Key Performance Indicators) un indicatore che permette di verificare prestazioni e raggiungimento degli obiettivi aziendali, e poi ci sono gli specialisti della cybersicurezza e dei dati.

Oggi il modo di fare marketing deve adattarsi ai nuovi media digitali generando nuovi ruoli più specifici

come il web project manager e l’e-commerce manager, che richiedono tutti competenze interpersonali, commerciali e creative. Poi c’è il marketing manager che elabora le strategie di marketing valutando il mercato d’azione, il target di pubblico, tendenze e canali più pertinenti puntando a una migliore visibilità e massificazione dei punti di contatto con gli utenti favorendo l’interscambio. Può essere affiancato da un social manager per la comunicazione, produzione e gestione dei post, campagne e della community all’e-commerce manager incaricato della supervisione delle vendite online compreso traffico, acquisizioni SEO, SEA, email marketing e logistica.

Inoltre il SEO manager studia e implementa l’ottimizzazione del sito sui motori di ricerca, primo di tutti Google che propone oltre 130 miliardi di pagine in termini organici, in pratica quelle voci in elenco che si posizionano per la qualità dei contenuti.

E potremmo spaziare in diversi altri ruoli. Art director, UX architect, web designer e UI designer sono i protagonisti della creazione di un’interfaccia web, sito vetrina, e-commerce o app mobile.

UX/UI designer sono due professioni complementari.

L’User Experience progetta le interfacce web basandosi sull’esperienza dell’utente per una migliore esperienza di navigazione incanalando le giuste informazioni, veicolandolo attraverso le mappature del sito per massimizzare le interazioni (CTA). L’User Interface definito il webmaster si occupa del design creando l’armonia d’insieme di tutti i contenuti che sappiano interpretare e rendere chiaro il prodotto su ogni dispositivo (tablet, smartphone, pc).

E non dimentichiamoci del DA direttore artistico che supervisiona il progetto creativo partecipando alle prime fasi, dal brief proponendo soluzioni creative adatte a valorizzare l’identity collaborando in alcuni casi con il copywriter per la stesura dei testi, o ancora il traffic manager che gestisce l’audience del sito e l’acquisizione dei nuovi clienti.

Come professionisti dei contenuti abbiamo due figure importanti: il brand content manager responsabile dei contenuti dell’azienda nella crescita della brand reputation per tutti i contenuti su qualsiasi media, dallo spazio digitale all’editoria: blog, infografiche, e-book, video, podcast, mail marketing..

E poi c’è il social media manager che cura la comunicazione social al fine di stringere un legame più diretto e duraturo creando reti fidelizzate e interconnesse da Facebook a Instagram, da YouTube a LinkedIn e TikTok. E ne verranno fuori altri! Ognuno con caratteristiche e regole diverse, pertanto è chiaro che non tutti i canali sono obbligati, bisognerebbe puntare alla pertinenza prima ancora di definirne la strategia:

come diceva qualcuno “Less is more” non tutto è utile, non tutto è necessario.

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