Lis: comunicare oltre le barriere Sara Cifarelli 07/06/2022

Lis: comunicare oltre le barriere

Esistono due diverse forme di linguaggio: verbale e non verbale.

Il LIS – la lingua dei segni italiana- permette attraverso i gesti di comunicare con individui con sordità, percepita dalla collettività come una forma di disabilità che causerebbe insufficiente autonomia – secondo l’opinione di molti – nella vita ordinaria. Pochi ne conoscono la storia, cultura ed etica assieme alle relative potenzialità intellettive, emotive e professionali. Nell’assenza di uno dei cinque sensi, l’individuo non udente indubbiamente percepirà l’ambiente circostante in modo differente interiorizzandolo con non pochi disagi psichici.

E’ difficile immaginare un vissuto privo di suoni ma, come per gli udenti, chi vive nel completo silenzio svilupperà capacità e approcci diversi. Non esiste nulla di spontaneo poiché il processo di apprendimento in tenera età avverrà in due modi differenti: il bambino udente crescerà secondo un atto di imitazione riproducendo i suoni percepiti e attribuendo man mano un significato, a differenza del bambino nato sordo che non ricevendo stimoli da suoni esterni dopo i primi sei mesi di vita accrescerà il bisogno di comunicare attraverso i gesti.

LIS, in cosa consiste?

La LIS è considerata una lingua a tutti gli effetti, e che può mettere in comunicazione due strade. Uno strumento quasi esclusivo che consente la percezione dell’altro. La LIS ha una storia giovane – nasce negli anni Ottanta – ma resta di tendenza nel mostrarci come esista una sensibilità diffusa a favore dell’integrazione: una vera e propria lingua dotata di regole, segni e simboli e sempre più vicina agli ambienti scolastici nell’idea che non debbano esistere né barriere né forme di esclusività. Una forma di cultura, innovazione oltre che di civiltà poiché una società che permette l’inclusione della lingua dei segni è una società aperta e democratica, nel rispetto della diversità.

La diversità può trasformarsi in un punto di forza. Il deficit non deve essere considerato un limite sociale ma un’opportunità di crescita per essa stessa, attraverso forme interrelazionali di coabitazione e di scambio.

Ricordiamo che anche chi non ha handicap, possiede comunque limiti invisibili, questo per delineare che non esistono diversi, tantomeno esclusi. Ognuno possiede caratteri unici e irrepetibili, e chiunque sia artefice di una crescita personale merita un’occasione.

Chi è il Tecnico Esperto nella lingua dei segni?

E’ il professionista che opera in circostanze di comunicazione tra più persone coinvolte che non conoscono o non comprendono la lingua segnica. Non ricopre, né sostituisce negli ambienti scolastici la posizione di insegnate, o di un logopedista né terapista. Impiega le sue competenze in contesti volti all’integrazione, crescita e formazione di bambini e adulti affetti da ipoacusia e sordità, nella scuola e all’esterno. Il tecnico possiede le competenze per interagire nei contesti più differenti, una presenza attiva, rassicurante e di approfondimento comunicativo nell’obiettivo di attenuare divergenze che porterebbero inevitabilmente a fenomeni di emarginazione sociale. Mediatore e interprete ma soprattutto il perno della riabilitazione di soggetti con handicap sensoriali.

Quali sono i vantaggi della LIS per le persone udenti?

La LIS permetterebbe a chi lo esercita, oltre a poter comunicare con una fascia della società, lo sviluppo di un cervello bilingue incrementandone la flessibilità e prevenzione verso le malattie neurodegenerative. Nello specifico, tra i benefici più rilevanti, il rinforzo dei processo mnemonico e di percezione, e una migliore concentrazione visiva, oltre a una più profonda conoscenza delle espressioni corporee e facciali favorendo lo stato di empatia.

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