Esistono paure irrazionali, fobie che ci colpiscono spostando il nostro focus dall’esterno all’interno.
Ma si può avere paura dell’amore? A quanto pare sì.
La paura quanto l’amore, è insita nell’uomo, vissuta su scale diverse, a seconda delle sensibilità. La fobia resta una paura a volte inconsapevole, che destabilizza, blocca. Alla radice, sta il disagio psicologico che crea dei meccanismi di difesa, diretti nella direzione opposta alla nostra istintività.
Ovvio che, più grande è un sentimento maggiore è il rischio: la possibilità del rifiuto.
Tutto si banalizza nella non accettazione. La philofobia è l’incapacità di innamorarsi, di cui i sintomi rimarcano i comportamenti vicini alle fobie come una paura incontrollata ed eccessiva della possibilità di amare accanto a un partner potenziale, o un allontanamento da situazioni o persone che richiamano eventi passati dolorosi; una risposta eccessiva, psico-fisica, a una chiara dimostrazione esterna, arrivando a sperimentare nel tempo la paura della paura. Consapevole del problema si coltiva il timore di una prossima crisi.
Da cosa si fugge? Da non confondere con una delusione d’amore, dove la paura di un tradimento può portare a un evitamento ma non necessariamente alla paura del sentimento. Il fobico ha paura delle conseguenze e l’esporsi, scoprendosi senza difese, verso quel qualcuno assieme all’ansia di una possibile perdita: un chiaro segno di una scarsa fiducia personale.
Cosa fare per continuare ad amare? Certo l’amore è difficile, ma è una delle componenti fondanti della vita psicologica e affettiva di un individuo. Una volta riconosciuta la fobia è bene porvi rimedio. Una possibile via è quella di intraprendere una terapia cognitivo-comportamentale che agisca sia nella gestione dei pensieri negativi, sia sul controllo comportamentale. La paura di innamorarsi o di instaurare una relazione di coppia, nei casi più gravi, può trasformarsi persino nella paura di provare amore nei confronti di familiari e amici. Non si tratta di quel nervosismo tipico della prima fase di conoscenza ma rispecchia un timore più radicato, che metterebbe in moto meccanismi di protezione inconsci. Nel momento in cui l’individuo percepirà quel sentimento attuerà la sua arma di difesa, come potranno essere le continue discussioni o tutte quelle circostanze che porteranno ad allontanare l’altro, o ancora l’idealizzazione di un amore, ritenuto impossibile, evitando un coinvolgimento in partenza. Vincere la paura è possibile.

Esistono diverse terapie che possono combatterla. Una soluzione può essere la terapia cognitiva, un percorso nel riconoscimento e consapevolezza di quel processo mentale che ne causa il timore. Attraverso delle tecniche manuali o tecnologiche, sarà possibile sbloccare questo processo mentale distruttivo ponendo il paziente ad approcciarsi a situazioni vicine alla vita reale. Molti altri ancora, hanno avuto successo utilizzando la programmazione neurolinguistica o l’ipnoterapia. Appoggiarsi a un professionista non deve essere intesa come una sconfitta. La società a volte considera la terapia come un tabù. Bisogna invece, riconosciuto il problema, affidarsi a uno specialista della salute.
Se ci pensate, continuare a vivere con questo timore provocherà nient’altro che solitudine e depressione. Vincere la battaglia significherà dare valore alla vita, nel rispetto dell’altro e nella sperimentazione di sé.
