Quanto vale il patrimonio culturale? Sara Cifarelli 22/06/2022

Quanto vale il patrimonio culturale?

La valorizzazione del patrimonio culturale statale consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina di tutte quelle attività a cura dell’Amministrazione dei Beni Culturali volte a promuovere la conoscenza del patrimonio nazionale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione del patrimonio stesso ad ogni tipo di pubblico, al fine di incentivare lo sviluppo della cultura.

Quanto vale il patrimonio culturale?

In Italia come nel mondo esistono reperti porta voci di memoria storica, ponti interconnessi con epoche passate fino al contemporaneo: collezioni, architetture e paesaggi capaci di attirare milioni di persone mosse verso un’unica meta spinti dalla volontà di conoscere e dall’orgoglio di sentirsi parte di una storia molto più grande. Scenari visibili ai nostri occhi quanto pubblicizzati da programmi televisivi, radio, documentari, riviste perché nell’era della globalizzazione tutto ruota in una connessione digitale ove oramai ogni realtà turistica – o almeno quella più all’avanguardia – può vantare di tecnologie finalizzate a rendere le visite più piacevoli e perché no.. divertenti! Molti ad esempio puntano alla didattica, poiché le primarie esperienze che strutturano l’uomo sono quelle che caratterizzano l’infanzia attraverso il piacere della sperimentazione. A ogni modo è necessario trovare nuove chiavi di accesso sempre più in linea con l’era del digitale e che siano accessibili anche in termini di costi.

Ma è giusto quindi pagare per la visita? Il miglior mezzo di confronto potrebbe essere l’osservazione dei nostri “vicini” in termini di costi e attrattive. La polemica spacca in due l’Italia.

Un tempo forse la cultura poteva essere a costi zero. In una società che consuma come quella attuale, è impensabile garantire in questi termini attività e tutele di conservazione e valorizzazione. Si sta lavorando per effettuare un ammodernamento, dall’ideologia alla logistica stessa della struttura per poter coinvolgere e rendere la cultura sempre più accessibile. Mancano le risorse necessarie oltre a un personale qualificato che sappia promuovere la storia rendendo il pubblico più recettivo, questo perché – senza polemizzare riconoscendone i meriti – esistono troppe realtà di volontariato non sempre capaci di fornire un servizio idoneo al contesto. L’Italia è consapevole di avere la giusta carta da giocare, un patrimonio che non ha nulla da invidiare ai “vicini” ma un Paese ancora troppo povero di fondi per garantirne la totale espressione. Forse il problema sta nella troppa offerta se pensiamo a quanti enti – chiese, monumenti, riserve naturali – non sono ancora tutelati o promossi.. troppi e in ogni dove.

Partiamo da un pensiero semplice. Nel momento in cui iniziamo a progettare un viaggio quali sono i parametri di scelta? Il più rilevante resta l’attrattiva culturale: una storia che si ha desiderio di conoscere poiché l’esperienza di un viaggio apre la mente aiutandoci a comprendere che la diversità non è una minaccia ma un valore. Una consapevolezza che si interfaccia nell’osservazione di tradizioni tanto diverse dalle nostre ma tutte presenti sotto uno stesso cielo, aspetti testimoniati tra le tante possibilità, in primis da un patrimonio locale. Un viaggio che si porta dentro. Che segna. Che forma. Che cambia forse il nostro impatto con la realtà nella criticità d’osservazione. Quando si è visitatori partecipi, ci si sente fieri di poter contribuire a tanta bellezza che appartiene a tutti e che ci deve rendere fieri dell’esempio che il nostro passato ha dato e che continua a offrire alla creatività presente e futura. È importante investire con audacia in una nuova visione culturale che potrebbe creare, perché no, soluzioni nei costi d’accesso. È comunque oramai radicato il pensiero che ciò che ha valore ha un costo, e se costa viene tenuto maggiormente in considerazione. Ciò che è considerato patrimonio non ha di certo un valore monetario né un prezzo di mercato alla stregua delle merci, tuttavia è giusto pagare un prezzo per tutte quelle attività che ne alimentano il motore. Dopotutto è risaputo, un patrimonio custodito è un patrimonio tramandato.

Write a comment
Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.

Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nella cookie policy. Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso, in qualsiasi momento. Puoi acconsentire all’utilizzo di tali tecnologie utilizzando il pulsante “Accetta”. Chiudendo questa informativa, continui senza accettare. View more
Accetta