“Gli imprenditori innovano. L’innovazione è lo strumento specifico dell’imprenditorialità.” Drucker
Cosa significa fare imprenditorialità e quando si può ritenere vincente? Oggi per il mondo il problema più critico in economia è come la performance possa essere sostenuta dai Paesi più ricchi a vantaggio anche dei più poveri o in via di sviluppo.
Vincere significa coinvolgere e inglobare anche altre realtà trasformando l’idea di benessere in qualcosa di raggiungibile per tutti.
Capitalismo e imprenditorialità viaggiano insieme. Il capitalismo si divide in:
- imprenditoriale che si caratterizza per l’innovazione radicale, non rinuncia alla grande impresa ma la vivifica e la rende capace di innovarsi con i tempi attuali
- statale quando è guidato dallo Stato che, pur riconoscendo la proprietà privata e il mercato, si pone come decisore supremo
- oligarchico dove si promuovono gli interessi di pochi o il singolo individuo
- della grande impresa, economia dominata dalla large corporation importante per le produzioni di massa ma che corre il rischio con tempo di non riuscire a innovarsi.
Senza il capitalismo imprenditoriale mancano i presupposti per una crescita ormai indispensabile a una popolazione sempre più invecchiata e povera. Un concetto ritenuto da Baumol economista, una “riforma” necessaria e vincente da essere applicata su scala globale con al vertice imprenditori che forniscono idee radicali capaci di superare la prova del mercato; ma ci vuole un mix di imprese innovative per fare una economia valida.
Sviluppare un capitalismo imprenditoriale significa:
- rendere facile la costruzione di nuove imprese snellendo le procedure burocratiche e non colpevolizzando in maniera eccessiva i fallimenti
- premiare gli imprenditori vincenti, riconoscendone i diritti (tutelando i brevetti) e non opprimendoli con un regime fiscale eccessivo
- scoraggiare i comportamenti che distruggono ricchezza, opponendosi a ogni forma di illegalità o all’uso litigioso della legge, alla ricerca di rendite di posizione, alle collusioni ai danni dei consumatori
- mantenere in corsa i vincenti, non attenuando gli stimoli, sia attraverso l’antitrust, sia tenendo le frontiere spalancate alla competizione economica.

Cosa si intende per imprenditore? Quell’entità, nuova o preesistente, che fornisce e sviluppa un’idea di prodotto o servizio utilizzando nuovi metodi per produrre o distribuire beni e servizi esistenti a un costo minore.
Distinguiamo innanzitutto il merito. Esistono imprenditori innovati e imitativi. I primi sono indubbiamente quelli di riferimento; per imitativi si intende coloro che copiano le idee di altri per mancanza di risorse, fantasia, cultura restando per certi aspetti rilevanti poiché innovando a modo loro, espandono le frontiere tecnologiche su Paesi ancora sottosviluppati favorendone crescita e benessere a costi inferiori.
Ma non bastano i soli imprenditori; le economie di maggiore successo combinano imprenditori innovativi con imprese più grandi e consolidate (vecchie spesso di due o più generazioni) che rifiniscono e producono tali innovazioni su larga scala. E non scordiamoci del capitale umano: una forza-lavoro istruita e competente può impartire un forte impulso all’imprenditorialità nell’ambito di un sistema capitalistico. È più facile che individui molto istruiti diano vita a iniziative imprenditoriali d’avanguardia.