Io, che al momento vivo in un piccolo paese, non risento della mancanza di piccoli negozi (non c’è la presenza di centri commerciali). Nelle grandi città italiane, soprattutto in quelle del nord si registra la sempre minore presenza di negozi di piccole dimensioni: le botteghe locali con una chiusura di circa 43000 negozi solo nel 2022.
Ma qual è la risposta a questo fenomeno?
Negli ultimi anni, queste attività sono state costrette a chiudere perchè si è diffusa la vendita di prodotti online, dall’alto costo dei canoni degli affitti e dal fatto che c’è carenza di servizi nei quartieri. La scelta del quartiere in cui vivere è dettata, in primis dalla presenza di negozi e altri servizi di primaria importanza quali supermercati, farmacie, poste e sportelli bancari, tabacchino o caffetterie: 9 persone su 10 scelgono la propria abitazione sulla base di questo principio.
Confcommercio ha realizzato degli studi, intervistando un certo numero di italiani. Dall’indagine è emerso che, la presenza di piccole attività commerciali, infonde un certo grado di sicurezza utili anche nel socializzare quali punti di ritrovo e in supporto di persone con determinate problematiche. Anche il mercato immobiliare è influenzato in modo positivo quando nel quartiere sono presenti piccole botteghe; posso dirvi che le abitazioni aumentano del 20% il proprio valore quando ci sono piccoli negozi in zona.
Quindi, come già accennato, gli italiani considerano come fattore determinante per l’acquisto della casa, la presenza di piccoli negozi e servizi basilari. E’ anche vero comunque, che ad oggi quartieri in cui eravamo cresciuti (in mezzo alla campagna) hanno subito una “cementificazione” trasformandosi in aree periferiche. In pratica il nostro Paese negli ultimi anni, specie al nord, ha visto una progressiva urbanizzazione e proliferazione di nuovi centri abitati che hanno coinvolto anche i Comuni più isolati all’interno delle Province.
Ma cosa fare affinché questi negozi non chiudano?
Innanzitutto ci vorrebbe un intervento delle amministrazioni locali per proteggere il piccolo commercio ma attualmente, invece, la politica locale non si interessa di questo fenomeno. Una forma di aiuto deriverebbe dal fatto che si dovrebbero dare degli incentivi a questi negozianti.
Nei centri commerciali ci si reca per comprare vestiti, prodotti di elettronica e per l’acquisto di alimenti a lunga conservazione proprio perché di questo genere di cose ci può essere carenza nel proprio quartiere. Ci si reca nei discount o catene più economiche, sempre alla ricerca del risparmio; carne, pane o prodotti crudi che, se freschi vengono poi congelati in modo da consumarli su necessità a lungo termine.

Costituisce sia decadimento urbano la chiusura dei piccoli negozi ma è anche fonte di preoccupazione degli italiani. I consumatori aiutano queste realtà recandosi almeno una volta alla settimana nelle botteghe ed è bene cercare di non chiedere la diminuzione dei prezzi al commerciante al dettaglio, come alternativa all’e-commerce. Dal canto suo, l’e-commerce può diventare uno strumento efficace e coinvolgente, un mezzo che può abbattere le barriere geografiche raggiungendo un pubblico più vasto spedendo il prodotti direttamente a casa o con ritiro in negozio. Un investimento che può ripagare in termini di posizionamento, affidabilità e praticità dell’offerta, acquistando comodamente da casa.
Un piccolo passo avanti per cercare di tutelare queste realtà è costituito dalla creazione di un’applicazione Itemty, che permette di aggiornarsi sulle notizie delle piccole botteghe di quartiere oltre a ricorrere al commercio online.
Tra le varie città italiane, quella di Lecce vive una realtà positiva grazie alla presenza dei piccoli negozi che offrono merce artigianale realizzati con materie prime del luogo come la pietra di Lecce. O ancora borse, stoffe fatte a mano, accessori o il famoso pasticciotto, prodotto dolciario da degustare nelle caffetterie.
Il turista, quando si reca in visita in una città, considera facente parte delle bellezze storico-artistiche anche la piccola bottega visitando ciò che lo rende più soddisfatto. All’estero, a Londra per esempio, la politica non si comporta come la stragrande maggioranza delle amministrazioni italiane, in quanto i piccoli negozi sono tutelati dai politici.

Analizzando il fenomeno in maniera spicciola, si può pensare che il commercio al dettaglio sia una faccenda demodè ma non è affatto così perché ne costituisce l’identità di quel posto. Voglio concludere con una metafora, quella della balena che ingoia i pesci piccoli, dove la balena è rappresentata dai grandi centri commerciali che “mangiano” le piccole botteghe.